«Dal San Martino il rilancio della valle»

La Prealpina - 11/10/2021

 Dal 1988 era proprietà della Provincia. Ora, dopo oltre trent’anni, torna – come in passato – nella disponibilità del Comune. È stata una trattativa lunga, quella fra i due enti che ha visto al centro il rifugio San Martino, ai 1.084 metri della montagna omonima. Ma non per cattiva volontà: i lacci e lacciuoli della burocrazia sono maestri nel complicare la vita anche delle istituzioni pubbliche.

«Anzi, tanto Villa Recalcati quanto Comunità montana Valli del Verbano ci hanno dato una mano importante nel centrare l’obiettivo che si era posta da subito la mia amministrazione», commenta il sindaco Marco Dolce. Convinto che questo rappresenti solo il primo passo di un rilancio turistico a tutto tondo della montagna, guarda già al prossimo traguardo: «Il San Martino è percorso in lungo e in largo da sentieri e carrarecce che portano in luoghi incantevoli, in un ambiente che ha tanto da offrire sia sotto il profilo naturalistico e paesaggistico, sia sotto quello storico rappresentato dai trinceramenti della Grande Guerra poi utilizzati dai partigiani nella famosa battaglia del novembre 1943. Il rifugio e la vicina chiesetta, ricostruita nel 1958 dopo il bombardamento aereo tedesco, sono posizionati in un punto strategico di passaggio per gli escursionisti e da lassù si gode un panorama eccezionale che abbraccia i laghi e la catena alpina. Peccato che tutto questo non sia mai stato valorizzato a dovere».

Ora che il rifugio, chiuso ormai da diversi anni dopo una difficile gestione, sta per essere ripristinato in modo da renderlo più sicuro ed accogliente – si parla di lavori per una cifra complessiva intorno ai settantamila euro – il pensiero del primo cittadino corre a come farlo diventare il fulcro di un sistema turistico locale tutto da inventare: «Compiuto il primo passo con l’acquisizione – per altro a “parametro zero” -, entro la prossima stagione estiva potremmo essere in grado di riaprirlo, ma non vorrei che tutto finisse lì, anche perché i costi di gestione sarebbero difficili da sostenere per noi da soli. Dobbiamo alzare il tiro e progettare una nuova immagine della nostra montagna. Per questo motivo sto già avviando una serie di contatti con le amministrazioni comunali vicine al fine di coinvolgerle in questo percorso di rilancio che andrebbe a beneficio di tutta la Valcuvia e non soltanto».

Sarebbe la prima volta che si pensa al San Martino come ad uno degli elementi attrattivi del turismo varesino, da inserire in un sistema di rete che vede presenti, fra gli altri, Villa Della Porta Bozzolo e Arcumeggia in territorio di Casalzuigno e i musei di Cavona, Cassano e Cittiglio.