Dal mondo a Varese così cresce il turismo

La Prealpina - 18/10/2016

Quando un anno fa si chiuse Expo 2015, gli addetti ai lavori sul fronte del turismo varesino presero un impegno: riuscire a far sì che i benefici portati dal grande evento mondiale potessero prolungarsi nel tempo e portare ricchezza in provincia. E, a quanto pare, l’obiettivo è stato centrato. Sì perché nel secondo trimestre di quest’anno i turisti stranieri in provincia di Varese sono aumentati del 6% e i soggiorni di chi viene dall’estero hanno messo a segno un +2,3%. A certificarlo è l’ufficio studi della Camera di commercio varesina.

«La performance del periodo aprile-giugno 2016 – sottolinea il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Albertini – è ancor più significativa perché misurata rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, quando Varese iniziava a beneficiare dei riscontri collegati all’Esposizione Universale, inaugurata a maggio 2015, e assume particolare rilevanza positiva: i flussi turistici, dunque, crescono anche oltre Expo e il brand “Varese” continua ad attirare stranieri».

Le giornate di soggiorno di stranieri nel II trimestre 2016 hanno superato quota 342mila, a fronte di 221mila presenze italiane arrivando a rappresentare il 61% del totale. Una crescita elevata, se si considera che nel medesimo trimestre del 2009 i soggiorni di stranieri si fermavano al 52%, ovvero quasi 10 punti in meno. Entrando nel dettaglio, per quanto riguarda i paesi di provenienza dei turisti, delle quasi 8mila presenze straniere in più registrate nel II trimestre 2016, rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, oltre 4mila sono riferite a pernottamenti di inglesi. In crescita anche i soggiorni di turisti provenienti dai Paesi Bassi (+9,5%) e dalla Spagna (+22%). Nella top five delle presenze e considerando l’intero primo semestre 2016, il primo posto è però sempre occupato dalla Germania, con 64mila giornate di pernottamento, seguita dagli Stati Uniti, con 50mila, e poi la Cina, la Francia e la Svizzera.

«Questi numeri sono positivi soprattutto se letti n prospettiva – commenta Frederick Venturi, presidente di Federalberghi Varese – Parlo di futuro perché ci fanno ben sperare sul fatto che sia possibile tornare ai livelli pre crisi. Un traguardo che al momento, va detto, non abbiamo ancora raggiunto. Gli alberghi intorno a Malpensa e a Varese città sono ancora in difficoltà, dal momento che si leccano ancora le ferite dello sviluppo drogato dalla presenza e poi fuga di Alitalia dall’aeroporto e dai mondiali di ciclismo nel capoluogo di provincia. Sul lago, invece, il miglioramento è evidente. Senza dimenticare, poi, la questione delle tariffe, ancora molto basse, per cui la redditività resta su livelli minimi. Ultimo capitolo, poi, le tasse locali. L’Imu ha raggiunto dei livelli che è come se pagassimo l’affitto nelle nostre strutture di proprietà».

Insomma, non sono ancora tutte rose e fiori, ma il trend positivo a livello internazionale è innegabile. Anche se il fronte italiano non ha ancora raggiunto i risultati sperati. Anzi è proprio l’andamento in discesa del turismo nazionale a comprimere il dato complessivo dei flussi turistici provinciali che si ferma a un +1% negli arrivi . I connazionali che sono giunti in provincia di Varese sono diminuiti del 5,8% su base trimestrale con una discesa ancora più marcata in termini di giornate di soggiorno (-11,4%).