Dal crollo del 2009 al botto del 2015 La concorrenza non ferma l’export

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Il tessile varesino piace all’estero, lo dicono i dati 2015. Le esportazioni del solo settore tessile parlano di 520 milioni di euro, contro i 518 milioni del 2014, secondo i dati forniti dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Varese, fonte Movimprese-Stockview. L’export del tessile varesino continua a crescere, dopo la frenata del 2009, quando in un solo anno si erano persi oltre 100 milioni di valore delle esportazioni, passando dai 491 milioni euro del 2008 a 385 milioni. Sono in flessione, invece, le esportazioni del settore abbigliamento con una contrazione limitata al -5,4% negli ultimi otto anni e -4,7% confrontando 2014 e 2015, anno in cui il valore dell’export si è attestato a 294 milioni. Insomma il tessile-abbigliamento regge. Nonostante la crisi economica internazionale, nonostante la concorrenza dei paese emergenti, nonostante la riduzione del numero di imprese, diminuite in otto anni, dal 2008 al 2015, del 16,4% e di addetti (-21,9% nello stesso periodo); resta comunque di assoluta rilevanza il numero totale di persone che ancora lavorano nel settore, numero che supera le 16.700 unità. Anche in questo caso è l’internazionalizzazione a tirare la volata all’economia varesina che da sempre lavora guardando oltre i propri confini territoriali. Piccoli, medie e grandi imprese hanno da tempo imparato a ragionare con un occhio al locale e uno al globale. E intanto la moda “Made in Varese” vola oltre Manica. Lo stile Missoni, dopo il successo al Maga di Gallarate, sarà uno degli eventi di riferimento per il 2016 al Fashion and Textile Museum di Londra in collaborazione con Woolmark. Le immagini, le opere e gli oggetti dell’avventura umana e professionale di Ottavio Missoni e dell’inseparabile moglie Rosita racconteranno a turisti e visitatori una storia lunga oltre mezzo secolo che ha segnato e dà ancora lustro al Varesotto. Un omaggio all’inconfondibile stile Missoni con il suo tradizionale caleidoscopio di colori, eccellenza dell’imprenditoria prealpina che ancora ha molto da offrire al mondo.