DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI – Camere di Commercio: confermato il piano di razionalizzazione

-

IPSOA.IT

 

Il decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n.124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, è stato approvato il 9 novembre 2016 dal Consiglio dei Ministri in secondo esame preliminare. E’ stato dunque confermato il piano di razionalizzazione, in un’ottica di efficientamento, di efficacia e di riforma della governance delle Camere di commercio.

Il 9 novembre 2016 è stato approvato dal Consiglio dei ministri in secondo esame preliminare, il decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n.124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delleCamere di commercio, industria, artigianato e agricolturaproposto dai Ministri dello sviluppo economico Carlo Calenda e per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia.
In particolare il decreto prevede:
– una riduzione del numero complessivo delle Camere dalle attuali 105 a non più di 60 entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto;
– la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese del 50%;
– la riduzione del 30% del numero dei consiglieri;
– la gratuità per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori;
– una razionalizzazione complessiva del sistema attraverso l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili, la limitazione del numero delle Unioni regionali ed una nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio.
Il fine del decreto è quello di chiarire quali sono esattamente i compiti delle Camere evitando, al contempo, duplicazioni di responsabilità con altri enti pubblici. Inoltre viene rafforzata la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, che attraverso un comitato indipendente di esperti valuterà le performance delle Camere di commercio.
Naturalmente la riduzione del numero delle Camere di Commercio richiede anche una rideterminazione delle dotazioni organiche del personale dipendente che sarà interessato da processi di mobilità tra le medesime Camere o dalla ricollocazione presso altre amministrazioni pubbliche.