Da Varese un passo verso il futuro

La Prealpina - 25/11/2016

Tra le caratteristiche della varesinità intesa in senso lato c’è, senza dubbio, una forma di riservatezza così esagerata da poter essere talvolta scambiata per superbia o per altezzoso distacco. Vero è che in provincia di Varese si è abituati a pedalare a testa bassa per raggiungere il traguardo e, una volta superata la linea bianca, la filosofia di vita prescrive di non alzare troppo a lungo le braccia al cielo per non sottrarre tempo alla preparazione della gara e del traguardo del giorno dopo. Una caratteristica diffusa tra tutti i ceti.

E così spesso le eccellenze restano confinate nei limiti della «piccola patria», perché ormai da tempo se non ti autopromuovi ci guadagni in tranquillità (forse) ma resti fuori dai giochi. Perciò la due giorni varesina del Comitato europeo delle regioni non fa certo del nostro capoluogo la capitale dell’Europa ma è una occasione per conoscere e farsi conoscere di assoluto valore.

Comunque la si pensi si deve rendere merito al presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo (che è anche presidente uscente della Calre) di aver portato a Varese l’evento e oltre cento delegati dei parlamenti regionali europei. Ieri mattina a Ville Ponti il presidente del Comitato europeo delle regioni, Markku Markkula, ha potuto raccontare a politici e amministratori locali e ai vertici imprenditoriali della provincia quello che l’Europa può fare per i territori. E ha ascoltato le richieste che sono arrivate dalla nostra terra. Qualcuno penserà «Sono solo parole». Indubbiamente. Ma dalle parole parte la costruzione delle cose umane. E Varese per due giorni diventa punto di interesse europeo. Si fa conoscere da tanti europei che sono opinion leader.

Qui verrà stilato un documento che entra nell’agenda della politica internazionale. Ma non solo. Il nome di Varese circola in questa Europa di cui la nostra provincia è una componente rilevante, sia per la sua collocazione sia per l’enorme patrimonio di cultura, e non solo imprenditoriale, di cui dispone. L’importante è che Varese e la sua provincia ne siano consapevoli. Che i varesini siano meno, diciamo così, timidi e riservati. L’Europa così come è ha tanti difetti e tanti punti deboli. Non solo agli occhi dei suoi detrattori. Una nuova Europa in cui i territori e i popoli possano sentirsi bene nella casa comune può fare un passo proprio da Varese.