Da Varese alla RussiaIl business è in crescita

osa è cambiato nell’export varesino negli ultimi 10 anni? Dal 2006 al 2016 come si sono evoluti i flussi delle vendite all’estero per singoli mercati di riferimento? Guardando alla classifica dei primi 6 partner commerciali dell’economia all’ombra delle Prealpi verrebbe da dire poco o nulla. La graduatoria, infatti, non si è modificata. Dieci anni fa Varese esportava principalmente in Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera e Spagna. Un elenco che in due lustri non è stato scalfito. Unico cambiamento è stato il sorpasso della Germania sulla Francia al primo posto. Poi nient’altro. Ma le posizioni al vertice di questa classifica non spiegano tutto. Più rivelatori sono i valori in discesa in tutti questi mercati. A parte quello tedesco, dove l’export del Varesotto in 10 anni è aumentato di 100 milioni di euro, in ciascuno degli altri Paesi il made in Varese è mediamente arretrato di altrettanti 100 milioni. Si va dai -52 milioni della Francia ai -135 milioni della Svizzera. Eppure nello stesso periodo l’export totale di Varese è cresciuto, passando dagli 8,6 miliardi del 2006 ai 9,5 miliardi del 2016. Un balzo in avanti di quasi 1 miliardo. Come è possibile? La risposta sta in una forte redistribuzione dell’export su nuovi mercati. Sempre più lontani. Allargando, per esempio, lo sguardo ai primi 14 partner, infatti, nel tempo sono usciti i mercati della Svezia, della Grecia e del Portogallo, lasciando il posto all’Australia, alla Corea del Sud e alla Romania. Paesi dove l’export varesino è incrementato rispettivamente di 100 milioni, 51 milioni e 74 milioni. . E per il futuro? Le risposte a queste domande sono emerse durante il convegno di presentazione dell’edizione 2017 della “Guida sui contratti di agenzia nel commercio internazionale” organizzato a Gallarate dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, in collaborazione con Rödl & Partner e il Club dei 15, l’organizzazione di Confindustria che rappresenta le più importanti Associazioni Territoriali manifatturiere del sistema industriale italiano. Stati Uniti, Germania, Francia, Svizzera, Federazione Russa e Paesi ex Sovietici sono i mercati che le imprese varesine hanno indicato come più promettenti per i prossimi anni. «Nel primo semestre del 2017 – spiega il responsabile dell’Area Estero dell’Unione Industriali, Pietro Limido – questi paesi hanno assorbito circa il 36,2% di tutte le esportazioni varesine per un controvalore di quasi 1,78 miliardi di euro, rappresentando importanti mercati di sbocco per le nostre produzioni».