Da Parabiago al mondo bevendo un buon caffè

villastanza di parabiago Quando, esausti dopo un pomeriggio di shopping tra i mobili e gli accessori Ikea, i clienti decidono di fare una pausa al bar del magazzino con un buon caffè, forse non sanno che la macchina professionale che sta dietro al bancone da cui sgorga l’espresso, viene realizzata nel cuore dell’Alto Milanese. Il marchio è quello di Rancilio Group, fondata nel 1927, e giunta alla terza generazione. Novant’anni di storia industriale e di sviluppo del territorio, un lungo periodo in cui manifattura e tecnologia hanno trovato un equilibrio originale.

«Questo è un grande traguardo – commenta Giorgio Rancilio, amministratore delegato – anche se non faremo grandi feste. Abbiamo celebrato i 75 anni con un libro storico e ora puntiamo ai cento anni. Certo, però, questo traguardo intermedio ci dà molta soddisfazione. Soprattutto in un periodo in cui viviamo un processo di accelerazione del cambiamento che quasi spaventa. Noi siamo il tipico tessuto imprenditoriale italiano, un esempio di old economy che, però, continua ad essere un pilastro della crescita del nostro Paese. C’è stato un momento (con l’esplosione della new economy) in cui ci sentivamo dei dinosauri. Ma poi la realtà ci ha dato ragione».

Certo, in novant’anni di storia, bisogna anche essere capaci di adattarsi al cambiamento, alla globalizzazione, alla tecnologia. Così, ad esempio, l’innovazione mixata alla tradizione è stata da sempre il primo ingrediente per la crescita aziendale. Poi sono venute anche le strategie di sviluppo a lungo termine. Così, in anni recenti, la famiglia Rancilio ha venduto le proprie quote al Gruppo Ali, una delle più importanti realtà del mercato globale delle apparecchiature per la ristorazione. Giorgio Rancilio, però, è rimasto alla guida del gruppo, anche se nel 2016 si è preso un anno sabbatico. Poi, a gennaio 2017 il ritorno al vertice. «Avevo bisogno di ricaricare le batterie dopo vent’anni di conduzione aziendale – racconta – Poi la passione, l’affetto, il Dna mi hanno riportato qui, con una visione anche più matura. Credo che la lontananza abbia fatto bene a tutti. Teniamo presente poi, che la decisione di vendere non è stata semplice. Abbiamo dovuto lasciare da parte il lato romantico con due generazioni che si erano logorate di lavoro per costruire questa realtà. Ma non è stata una fuga, e infatti sono qua, piuttosto il modo per garantire lunga vita all’azienda. In un mondo come il nostro, non si può pensare di farcela da soli, bisogna stare attenti». E la scelta di lungimiranza ha pagato.

Nel 2013 il fatturato era di 58 ,5 milioni di euro. L’ultimi bilancio chiuso ad agosto registra incassi per 77 milioni di euro. I dipendenti totali nel mondo sono 270, di cui 160 a Villastanza. «Abbiamo fatto assunzioni – spiega Rancilio – ma sempre molto ragionate, più sul fronte produttivo che impiegatizio». E il marchio non ha fatto altro che accrescere la proprio presenza a livello globale. Praticamente tutti i migliori marchi produttori di caffè lavorano con Rancilio ed è in crescita anche la presenza di macchine prodotte a Villastanza anche nelle grandi catene. Oltre a Ikea, ad esempio, anche il caffè servito da Mc Donald’s viene fatto con macchine del gruppo. All’estero, poi, si sta sviluppando il mercato dei piccoli supermercati che, oltre alla spesa, offrono ai clienti anche la possibilità di farsi un caffè.

E la produzione innovativa non si ferma mai. Alla prossima edizione di Host, la fiera di settore, Rancilio presenterà una nuova macchina tradizionale dall’estetica vagamente retrò, mentre con il marchio Egro proporrà al mercato un’automatica con un pannello comandi del tutto simile a un tablet.