Da otto sindaci «no»alla proposta di Sea

Non trova nemmeno un sostenitore all’interno del Cuv (Consorzio urbanistico volontario) l’adesione dei Comuni di Malpensa alla Città Metropolitana milanese. Ovvero: la strada migliore, secondo il presidente di Sea, Pietro Modiano, per sperare di aumentare il loro peso specifico nel dialogo con Milano, cioè l’azionista di maggioranza della stessa società di gestione aeroportuale.

Gli otto (Somma, Ferno, Golasecca, Arsago Semprio, Casorate Sempione, Cardano al Campo, Samarate e Vizzola Ticina) dei nove sindaci del Consorzio (Lonate Pozzolo è commissariato) bocciano l’idea di lasciare la provincia di Varese per essere inglobati alla Città Metropolitana, mettendo così fine al paradosso per il quale l’aeroporto intercontinentale di Milano – ovvero uno dei fattori determinanti che fanno di una città una vera metropoli – si trovi al di fuori del territorio di competenza. Un’ipotesi nemmeno così assurda, se si considera che già oggi il Cuv confina con l’Altomilanese (attraverso Lonate e Ferno contigui a Vanzaghello). Sarebbe dunque un inglobamento senza discontinuità territoriale, ma per gli attuali amministratori locali è una strada da non percorrere.

«Io mi sento varesotto: cos’abbiamo da spartire con Milano?», dice Claudio Ventimiglia (Golasecca), facendone innanzitutto una questione identitaria. Sarebbe addirittura controproducente sia secondo Romano Miotti, sindaco di Vizzola Ticino («Più ci allontaniamo dal punto nevralgico e peggio è») sia secondo l’arsaghese Claudio Montagnoli: «Diventeremmo la periferia della periferia, con il rischio di perdere anche quel poco che abbiamo conquistato». Da Casorate utilizza la stessa espressione Dimitri Cassani: «Non mi interessa diventare la periferia della periferia». Mentre a Ferno con parole diverse esprime il medesimo concetto Filippo Gesualdi: «Non ritengo sia una scelta opportuna, è una proposta che in questo momento non mi sento di prendere in considerazione».

A Somma Lombardo c’è Stefano Bellaria, sindaco che soltanto un mese fa, in aperta polemica con Regione Lombardia e Ferrovie Nord per la collocazione alla stazione del Terminal 2 dei reperti archeologici rinvenuti a Case Nuove, disse di esser talmente stanco della retorica milanese ascoltata ogni volta che viene invitato a un evento che riguarda l’aeroporto di Malpensa che è pronto a far scrivere sotto i cartelli di ingresso alla sua città quattro parole a caratteri cubitali: «Qui non è Milano». Chiedergli un parere sull’adesione alla Città Metropolitana è quindi un’azione addirittura superflua, se non fosse che una conferma di persona legata al tema d’attualità esclude qualsiasi possibile dubbio in merito. Dunque, la risposta del primo cittadino sommese all’invito di Modiano è: «Non aiuterebbe noi a contare di più, così come non aiuterebbe Malpensa a essere vista come una realtà che si integra sul territorio e non che lo occupa».

Dal centrosinistra sommese alla Lega di Samarate, la contrarietà è trasversale. Dice Leonardo Tarantino: «Non è appartenere a Milano la soluzione per affrontare i problemi». Lo strumento più idoneo, secondo lui, resta il Piano d’area: ora decaduto, è l’unico in grado di mettere allo stesso tavolo non soltanto Sea e i sindaci, ma anche tutti i diversi livelli istituzionali in un’ottica di visione strategica condivisa.

Pollice verso infine anche da Cardano al Campo. Con il sindaco Angelo Bellora che rimarca: «Capisco il ragionamento di Modiano secondo cui far parte della Città metropolitana significherebbe essere dentro a dinamiche da cui oggi siamo esclusi, ma con la nostra adesione si rischia di appiccicare il vetro alla ceramica. Non funziona. Preferisco dunque rimanere dove siamo, valorizzare il nostro territorio e utilizzare gli strumenti che già abbiamo, a partire dal Comitato permanente Cuv-Sea che abbiamo deciso di costituire soltanto mercoledì scorso».