«Da me sempre un sorriso»

La Prealpina - 25/05/2016

Alla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati con le accuse di truffa e peculato, relative a presunte spese non adeguatamente giustificate e fatte da direttore dell’Agenzia del Turismo, Paola Della Chiesa replica con un’accurata lista sulla sua pagina Facebook. Una sorta di riassunto della sua attività quinquennale alla guida dell’organismo provinciale, a margine del quale lancia l’hashtag – ossia le parole chiave per le rilevazioni sui social network – “#iostoconpaoladellachiesa”. Già dalla prima riga si percepisce il piglio deciso con cui l’ex dirigente 42enne vuole mettere in chiaro le cose: «Allora procediamo con ordine così almeno abbiamo un bel riassunto di tutte le puntate», esordisce sulla sua pagina. E poi via con un elenco analitico di date e fatti. A partire dall’«insediamento nel 2010 come direttore dell’Agenzia del Turismo: il giorno stesso della firma del contratto in Camera di Commercio mi dicono “ma lei non poteva stare alla Whirlpool, cosa viene qui a fare il direttore dell’Agenzia?” (Un benvenuto coi fiocchi)». Poi nell’anno successivo «sporadicamente qua e là sempre qualcosa che non andava bene sull’Agenzia del Turismo»; mentre nel 2012 «Olimpiadi di Londra (vado e pago con la mia carta di credito tutte le spese, eppure prima pagina sulla Prealpina dove mi si accusa di usare i soldi pubblici)».

L’anno dopo «un po’ di tranquillità perché arriva il mondo a Varese per i mondiali master di canottaggio e quindi mi lasciano in pace almeno sui giornali (si scatenano però con delle belle lettere anonime)»; e quello dopo ancora, ossia il 2014, «una povera famigliola di Milano che casualmente dopo aver visto il mio servizio su Rai 3 viene a cercare il battello per navigare sul lago di Varese e non trova il battello: una settimana di trituramento», racconta senza troppi giri di parole. Alla fine di quello stesso anno, il passaggio della gestione della Provincia dal centrodestra, con l’addio di Dario Galli, al centrosinistra, con insediamento di Gunnar Vincenzi e «decisione di chiudere l’Agenzia», cosa che avviene nel gennaio successivo «dopo avermi detto in faccia che per “motivi politici” dovevano farmi fuori e campagna denigratoria contro l’operato della stessa e della sottoscritta», denuncia Paola Della Chiesa nel suo post su Facebook. Il resto è storia recente, che l’ex direttore ha già denunciato in altre situazioni, come «cause legali e decreti ingiuntivi per Tfr (mai pervenuto)» nel 2015 oppure, cronaca di poche settimane fa, «accusa di buco di bilancio nel bilancio dell’Agenzia (tutti i bilanci dell’Agenzia con me come direttore si sono chiusi con segno positivo) però comunque l’ennesima accusa». «Nel frattempo – prosegue nello scritto – creo la mia piccola società di consulenza e provo a fare quello che mi piace fare collaborando con le poche persone che non mi hanno chiuso la porta in faccia». Fino appunto alle recentissime accuse di truffa e peculato per spese da circa 30mila euro ritenute non giustificate, dalle quali anche tramite il suo avvocato Federico Cecconi si è detta del tutto estranea. «Ecco – conclude – immagino ora per un momento di non conoscere Paola Della Chiesa e leggendo la storia di cui sopra non posso che dire ‪#‎iostoconpaoladellachiesa‬. E per il resto lunga vita a tutti, perché da me avrete sempre e comunque un bel sorriso». E gli attestati di stima e di solidarietà, pubblicati sulla sua bacheca, non sono mancati.