Da Malpensa fino a Vigevano Forse questa è la volta buona

La Prealpina - 26/01/2017

primo Il progetto risale agli anni Sessanta, quando immaginando lo sviluppo dell’aeroporto di Malpensa l’Anas ne aveva studiato l’accessibilità da sud immaginando una superstrada che correndo parallela al Ticino e tagliando la Milano – Torino collegasse il pavese con la brughiera. Il primo tratto di questa strada (la Boffalora – Malpensa, lunga 29 chilometri) era stato inaugurato nel 2009, nello stesso giorno in cui l’ultimo aereo di Alitalia si alzava dallo scalo.

Adesso finalmente esistono tutte le condizioni perché l’opera possa essere conclusa.

Domani a Roma si terrà la conferenza di servizi per dare il via al prolungamento della Boffalora – Malpensa fino a Vigevano: altri venti chilometri circa per i quali sono stati stanziati complessivamente 220 milioni di euro, 100 garantiti dal fondo di accessibilità all’aeroporto e 120 dall’accordo di programma già siglato a livello nazionale con Anas. A spingere per la realizzazione della strada non è solo il governo, ma anche la Regione, che non a caso ha ottenuto l’inserimento dell’opera nel “Patto per la Lombardia”. «O la superstrada si fa tutta così come era stata pensata e approvata in varie sedi – afferma l’assessore all’Economia di Regione Lombardia Massimo Garavaglia – oppure se si ricomincia a dibattere e litigare non si farà più. E’ un treno che passa una volta sola, da prendere al volo». Il riferimento è al dibattito che nei giorni scorsi era stato sollevato sull’opera, con i Comuni di Albairate e Cassinetta di Lugagnano che si erano dichiarati contrari all’avvio ai lavori, così come il Parco del Ticino e Città metropolitana. Qualche sera fa il sindaco di Robecco sul Naviglio Fortunata Barni aveva organizzato una serata pubblica per fare il punto sul progetto, che per il suo Comune ha un’importanza fondamentale: il prolungamento della superstrada permetterebbe infatti di eliminare la stragrande maggioranza delle 25 mila auto che oggi giorno passano sopra lo storico ponte sul Naviglio. «Quando ero sindaco a Mesero avevo vissuto una situazione simile – ricorda Garavaglia -. Ogni giorno il paese era attraversato da 38 mila auto, aperta la superstrada ne sono rimaste 2 mila».

«La situazione è chiara – aggiunge l’assessore – grazie ai fondi garantiti da Regione e Stato abbiamo la possibilità concreta di realizzare questa infrastruttura fondamentale. O lo facciamo ora, o ne riparleremo forse tra quarant’anni. Con la nuova strada ci guadagneranno i cittadini e il territorio, ma anche le aziende e l’intero sistema viabilistico lombardo». Domani a Roma il primo passo, con o senza il consenso degli ultimi due comuni che ancora non ne vogliono sapere.