Cultura, l’industria che fa flop

La Prealpina - 15/11/2018

In Lombardia solo Lecco fa peggio della provincia di Varese nell’economia degli spettacoli. Lo dice l’annuario 2017 della Siae, vale a dire la pubblicazione dell’Osservatorio dello spettacolo, il centro di studi e di raccolta dati della Società italiana degli autori ed editori. Ogni anno il compito dell’Osservatorio è quello di monitorare l’attività dello spettacolo e dell’intrattenimento in Italia, con analisi che coinvolgono concerti, cinema, teatro, lirica, commedie musicali, ballo, mostre, sport, attrazioni. Insomma, un’attività che fornisce informazioni e chiavi di lettura per la comprensione e l’interpretazione dello stato dell’industria dell’intrattenimento in Italia.

E, in tal senso, Varese è tutt’altro che standing ovation anche se, va detto che i dati Siae mettono tutto nel calderone, mentre chiaramente ci saranno settori che vanno meglio e altr che fanno flop.

Ad ogni modo a spiccare è un numero su tutti. Nel 2017 nel Varesotto si sono organizzati 44.212 spettacoli, un numero che se parametrato con la popolazione vede solo Lecco compiere un risultato peggiore. Qualche altro esempio? A Brescia e Bergamo, le altre due realtà con cui, solitamente, Varese si misura, gli spettacoli organizzati sono stati rispettivamente 85.320 e 75.545, quasi il doppio. Al Varesotto si avvicina la provincia di Como che, tuttavia ha quasi la metà degli abitanti. Di conseguenza a soffrirne sono sia gli ingressi agli eventi, che nel 2017 sono stati pari a 2,5 milioni sommando i biglietti e gli abbonamenti staccati, che la spesa al botteghino, pari a 19,6 milioni di euro. Una cifra che sale a 33,5 milioni di euro incassati se si sommano anche i costi di prevendita dei biglietti, le prenotazioni dei tavoli, il servizio guardaroba, vale a dire le somme pagate in più per la fruizione dello spettacolo.

Insomma, il volume d’affari dell’economia dello spettacolo nel Varesotto è stato, nel 2017, pari a 43,3 milioni di euro. Ed è proprio sui conti che Varese zoppica ancora maggiormente. Se per numero di spettacoli e biglietti venduti, la nostra provincia si mantiene sul 5-6% del totale lombardo, per quanto concerne gli incassi, si crolla al 2-3% del totale regionale. Un dato impressionante in negativo visto che, solitamente, nelle graduatorie economiche il Varesotto si pone fra il 10 e il 12% delle “torta lombarda”.

Un segnale positivo tuttavia c’è. Rispetto al 2007, vale a dire l’ultimo anno prima della crisi economica, i dati sono migliorati. Gli spettacoli organizzati sono aumentati del 40%, anche se ciò ha provocato solo un aumento minimo al botteghino. Tant’è che resta la sofferenza sugli incassi, col volume d’affari che è cresciuto anch’esso ma solo del 10%. Un dato positivo ma che non permette di schiodarsi dai bassifondi della classifica regionale.

Al lavoro con gli operatori per il rilancio di tutto il settore

I dati non certo sfavillanti della Siae sull’economia dello spettacolo in provincia di Varese, sono in un certo senso confermati, con i dovuti distinguo, dagli operatori del settore.

Lo sottolinea Roberto Cecchi, assessore alla Cultura nel capoluogo ed ex direttore generale del ministero dei Beni culturali: «Nei tavoli che in questi mesi abbiamo avviato con gli operatori dello spettacolo – afferma l’esponente della giunta Galimberti – i protagonisti dell’attività culturale, ci hanno proprio raccontato la necessità di un rilancio completo del settore. Ed è proprio questa la strada che stiamo percorrendo». In un certo senso, inoltre i dati rivelano che l’offerta, nell’ultimo decennio è aumentata, ma non la risposta del pubblico: «Per quanto ho potuto costatare in questi due anni di assessorato – aggiunge Cecchi – Varese e il suo teatro sono ai vertici. Non conosco, invece benissimo, le realtà del resto della provincia. Di certo vi sono settori in cui serve maggiore attenzione, anche da parte dell’ente pubblico, per consentire un rilancio».

A confermare i buoni dati è Filippo De Sanctis: «I nostri dati – afferma il direttore del Teatro Openjobmetis – sono buoni sia per numero di spettacoli che per biglietti venduti, grazie anche al rilancio della prosa grazie alla collaborazione con Palazzo Estense. Tuttavia c’è una sofferenza vera di tutto il settore, non posso negarlo con Varese che soffre più di altre realtà».