Crisi, fallimenti in retromarcia

L’economia italiana soffre meno, a giudicare dai fallimenti che, secondo Cerved, sono scesi del 14% a 2.600 unità nel terzo trimestre dell’anno, così come sono risultati in calo del 6% a 10mila unità nei primi 9 mesi dell’anno, per effetto del crollo del 39% delle domande di concordato preventivo. Segno meno anche per le procedure non fallimentari (-32%), mentre è in controtendenza il dato delle liquidazioni volontarie di imprese in bonis, salite del 17% a 14 mila unità nel terzo trimestre e del 6% a 44mila unità nei primi 9 mesi.

Secondo l’amministratore delegato di Cerved Marco Nespolo i dati indicano che «il sistema delle piccole e medie imprese è più solido e sta lentamente tornando alla normalità». Nespolo però non sottovaluta il dato sulle liquidazioni, poiché «segnala aspettative di profitto in calo da parte degli imprenditori, con potenziali effetti negativi anche sugli investimenti e sulla crescita futura». La tendenza positiva a livello nazionale si riflette anche in provincia di Varese. I primi segnali positivi si erano avuti già a fine 2015 e anche i primi tre mesi dell’anno hanno confermato la tendenza alla marcia indietro. Le aperture di procedure concorsuali sono state 50 a fronte delle 62 delo stesso periodo dell’anno precedente, con un balzo all’indietro del 19,35%. Anche le procedure di scioglimento o liquidazione sono diminuite e passano da 306 dei primi tre mesi del 2015 alle 229 dei primi tre messi di quest’anno.

E’ evidente, dunque, che la tendenza positiva è consolidata anche nel Varesotto, anche se bisogna tener presente le differenze all’interno dei diversi settori. Se i servizi, soprattutto tecnologici, hanno avuto un vero e proprio risveglio, il settore delle costruzioni, ad esempio, fa ancora fatica a riprendersi. Qualcosa si muove sul mercato immobiliare ma l’invenduto dei mesi scorsi fa un vero e proprio effetto zavorra.