CRISI D’IMPRESA: ECCO COME AFFRONTARLA

La Prealpina - 24/12/2021

Sebbene l’andamento congiunturale degli ultimi mesi evidenzi dati positivi, i problemi legati all’aumento del costo dell’energia e di molte materie prime, iai ritardi nelle consegne delle merci e, in generale, agli effetti della pandemia stanno mettendo in difficoltà diverse imprese.

A fronte di questa situazione, il rischio “crisi d’impresa” può essere affrontato con nuovi strumenti. Il 15 novembre scorso, nella legislazione italiana, è stato introdotto l’istituto della “composizione negoziata della crisi d’impresa”, nel quale un ruolo centrale è affidato alle Camere di Commercio: l’obiettivo è di agevolare il risanamento di quelle aziende che, pur trovandosi in difficoltà, hanno le potenzialità per restare sul mercato. Una procedura cui possono rivolgersi l’imprenditore commerciale e agricolo e, più in generale, tutte quelle realtà aziendali che si trovino in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario tali da rendere possibile la crisi o l’insolvenza.

 

Le caratteristiche della composizione negoziata

La composizione negoziata è un percorso del tutto volontario e caratterizzato da assoluta riservatezza: è questo il primo criterio che può rassicurare l’imprenditore nel chiedere al segretario generale della Camera di Commercio dove si trova la propria sede la nomina di un esperto indipendente. Esperti che proprio in questo periodo stanno completando la propria formazione così che la procedura si può ragionevolmente prevedere che sia pienamente operativa già dal nuovo anno.

L’istanza, che si presenta tramite la piattaforma telematica www.composizionenegoziata.camcom.it, permette di affiancare all’imprenditore un esperto, tra quelli compresi in un elenco di specialisti certificati, il cui compito è quello di aiutare l’imprenditore nel percorso di risanamento. Questo per agevolare le trattative con i creditori necessari per il risanamento dell’azienda. Un ulteriore stimolo a procedere in tal senso viene da alcune misure che premiano il ricorso alla “composizione negoziata della crisi d’impresa”: è il caso, per esempio, della protezione del patrimonio o, ancora, della riduzione degli interessi maturati sui debiti tributari ma anche delle sanzioni.

 

Il test di autovalutazione

Una verifica immediata e di semplice realizzazione sul risanamento della impresa in difficoltà, così da capire se sia effettivamente realizzabile, viene da un test pratico definito dalla norma.

Il test consente una valutazione preliminare della complessità del risanamento attraverso il rapporto tra l’entità del debito che deve essere ristrutturato e quella dei flussi finanziari liberi, che possono essere posti annualmente al suo servizio.

In particolare, in attesa di definire un eventuale piano d’impresa, ci si limita a esaminare l’indebitamento e i dati dell’andamento economico, depurandolo da eventi non ricorrenti, come gli effetti del lockdown, i contributi straordinari conseguiti e le perdite non ricorrenti.

Il test non deve essere considerato alla stregua degli indici della crisi, ma è utile a rendere evidente il grado di difficoltà che l’imprenditore dovrà affrontare e quanto il risanamento dipenderà dalla capacità di adottare iniziative in discontinuità e dalla loro intensità.

 

 

La tutela del patrimonio imprenditoriale

 

La sfida con cui siamo confrontati è quella della tutela del patrimonio imprenditoriale che caratterizza il nostro territorio e contribuisce al suo benessere economico. «A fronte di possibili difficoltà – spiega il presidente di Camera di Commercio, Fabio Lunghi –, l’urgenza è quella di agire prima che la crisi d’impresa diventi irreversibile: i nuovi strumenti operativi dal 15 novembre ci offrono la preziosa opportunità di intervenire in tempi utili, preservando quel patrimonio imprenditoriale che è un’indubbia ricchezza per ogni territorio. Come Camera di Commercio siamo pronti ad assolvere al compito che ci ha delineato la norma: aiutare e assistere imprese e professionisti su un tema quanto mai delicato e importante per il sistema economico e sociale».

Su questa direttrice si muove anche l’impegno della presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Varese, Luisa Marzoli: «Il decreto legge è un intervento che va a incidere su una situazione che, purtroppo, è propria del periodo economico che viviamo. In questo momento, è opportuno garantire agli imprenditori la possibilità di accedere a una ristrutturazione preventiva che consenta di continuare a operare. Va in tal senso, la presenza di un negoziatore esterno, senza dimenticare il peso della vigilanza degli organi interni, quali amministratori e sindaci».

A sua volta, la presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Busto Arsizio, Paola Castiglioni, aggiunge: «I nostri iscritti possiedono le professionalità necessarie per assistere le imprese in questa fase di potenziale difficoltà, magari causata anche da situazioni contingenti. È fondamentale garantire al sistema imprenditoriale una concreta opportunità di guardare sempre a un futuro di permanenza e sviluppo sul mercato. I commercialisti, per loro formazione e conoscenza del territorio, sono il miglior supporto per mettere in atto tutte le modalità che la nuova normativa offre. Una preziosa occasione, soprattutto per le piccole e medie imprese, che non va sprecata».