Crisi aeronautica«Piccoli a rischio»

- 22/09/2016

Non tagliateci le ali, adesso la politica si deve muovere». Un grido di dolore levatosi dai sindacati del settore aeronautico, per gli effetti del calo di ordini nel comparto degli elicotteri e degli aerei. Cioè nei due cuori produttivi della provincia del volo, l’ex AgustaWestland di Vergiate e Cascina Costa di Samarate (ora Leonardo-Finmeccanica Divisione elicotteri) e l’ex Alenia Aermacchi di Venegono Superiore (ora Leonardo-Finmeccanica Divisione velivoli). Un problema che viene da lontano e la cui portata futura non è ancora prevedibile, ma che preoccupa la compagine politico-istituzionale.

«Ho un timore – affonda il segretario provinciale della Lega Matteo Bianchi -. Che tutto venga centralizzato a Roma: il vero pericolo per il Varesotto nella nuova Finmeccanica è che il core business produttivo sia spostato altrove per questioni politiche, visto che a nord il Pd non ha fortuna. Ma il territorio non avrebbe la forza di sopportarlo». La pensa diversamente Angelo Senaldi, deputato del Pd, per cui la crisi non c’entra nulla con la riorganizzazione che ha portato a Leonardo-Finmeccanica: dall’inizio dell’anno la galassia statale dell’aerospazio ha inglobato anche le aziende locali, comprese quelle varesine, dando una sola casacca, un solo nome e uniformando i contratti.

«Ma siamo davanti a un problema di mercato, per giunta globale: anche gli altri costruttori di elicotteri hanno meno ordini – ribatte Senaldi -. Risulta anche difficile colmare il gap di richieste con una commessa dal ministero della Difesa: l’azienda stessa deve spingere per commercializzare il prodotto, considerando però che anche in questa fase di rapporto con l’estero risulta fondamentale il sostegno della politica».

Senaldi però lancia un allarme ancora più pressante, quello sull’indotto: «Le ricadute potrebbero essere più preoccupanti non tanto per le aziende in sé che hanno una copertura finanziaria solida, quanto sulla subfornitura. Parliamo di piccole e medie aziende, molte della nostra provincia, con meno dipendenti e meno coperture finanziarie. Saremmo di fronte a una pericolosa catena che si scarica sui piccoli».

La partita si gioca dunque su un doppio scenario: in un territorio ristretto come il Varesotto (1.700 i dipendenti dell’ex Alenia Aermacchi e 3.800 quelli di AgustaWestland, più un centinaio della ditta logistica Fata); e in grande su scala globale.

«La dimensione internazionale spinge sempre più alla qualità – continua Senaldi -. La necessità dei rapporti politici va di pari passo con la capacità commerciale dell’azienda. È necessario fare il punto a livello politico, promuovere un confronto per capire quali azioni mettere in campo per mantenere un Distretto di grande valore aggiunto. Un patrimonio che non può essere disperso. La preoccupazione per il mercato è forte, ma non è il momento di dare colpe: sarebbe giusto anche allargare il settore meno “militare”, puntando all’utilizzo di soccorso o di protezione civile. I prodotti nuovi ci sono: dobbiamo renderli appetibili».

Anche dall’opposizione il Cinquestelle Cosimo Petraroli chiede di allargare gli orizzonti a nuovi utilizzi, parlando addirittura di riconversione industriale: «Puntiamo su turismo, soccorso e altri usi per ovviare alle difficoltà di restare in un mercato, quello militare, che cresce grazie alle guerre, ammettiamolo – incalza il deputato grillino -. La classe politica è sempre quella incapace degli ultimi 30-40 anni, per questo non cambia nulla: il processo di deindustrializzazione è parte di un progetto europeo più ampio, iniziato dal nostro ingresso nella Ue. Germania e altre nazioni forti hanno vantaggio a vederci come grande Paese di consumatori e non di produttori».

Macro temi e preoccupazioni territoriali si mischiano, in un quadro tutt’altro che semplice: Gianfranco Librandi, deputato di Scelta Civica, conta molto sul mercato interno.

«Stiamo mappando le dotazioni di mezzi delle nostre forze dell’ordine – annuncia -. Un ricambio di elicotteri di Polizia, Carabinieri, Finanza, Forestale potrebbe portare nuovi ordini. E nuovo lavoro per tutti».