Crescono i contratti Più 9% nel trimestre

La Prealpina - 15/06/2017

Finalmente buone notizie sul fronte del mercato del lavoro in provincia. Le assunzioni del primo trimestre 2017 sono state 27.917 (+9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), per 21.874 persone avviate. La differenza tra il numero delle assunzioni e il numero di lavoratori avviati al lavoro – precisa la Camera di commercio – si spiega con il fatto che frequentemente nel corso del periodo considerato un soggetto può essere avviato al lavoro più volte. È pur vero che fra gennaio e fine marzo 2017 risultano in aumento anche le cessazioni, ma il saldo resta positivo per 4.386 unità. Questi i dati elaborati dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio e disponibili su OsserVa, portale statistico dello stesso ente.

Rispetto alle caratteristiche dei lavoratori interessati da un nuovo contratto, si rileva una leggera maggioranza maschile con il 51,4%, mentre quasi tutte le fasce d’età sono interessate da assunzioni, in particolare i giovani tra i 20 e 24 anni (17%) e quelli tra i 25 e i 29 anni (16%). Anche questa è una notizia rassicurante perché, pur senza i numeri drammatici del resto del Paese, anche il Varesotto soffriva per la presenza di Neet (cioè i ragazzi che non studiano e non lavorano). Un esercito di 27mila persone fra i 15 e i 29 anni nel 2016.

I settori che registrano il maggior numero di assunzioni sono il manifatturiero (25%) – all’interno del quale si evidenziano nei primi tre posti i prodotti in metallo, le materie plastiche e i macchinari – seguito dalla ristorazione-alloggio (17%) e dal commercio (12%). Attenzione però: quasi il 70% delle assunzioni realizzate nel primo trimestre sono a tempo determinato (di queste circa il 39% sono somministrati, ovvero contratti stipulati tramite le agenzie interinali), il 14% sono a tempo indeterminato, seguono con il 5,5% quelle con contratto di lavoro intermittente e il 3,8% di parasubordinati.

Ed è proprio su questo versante che si concentra la critica dei sindacati varesini. «È chiaro che davanti a dati occupazionali che finalmente danno segnali di ripresa non possiamo che essere soddisfatti – premette il segretario generale della Cgil Varese Umberto Colombo -. In particolare siamo concentrati sul tema dell’inserimento dei giovani, delle donne e degli over 45 espulsi dal mercato. Ma dobbiamo anche ricordare che si tratta di indagini a campione, non generali. E che soprattutto la maggior parte dei nuovi contratti è a tempo determinato, quando noi chiediamo lo stop alla precarietà dilagante. Insomma, questi dati restano positivi in un contesto di uscita dalla crisi, ma rischiano anche di essere fuorvianti. Bisogna puntare a un maggiore collegamento fra la scuola e le aziende con l’alternanza scuola-lavoro».