Credito in retromarcia

La Prealpina - 07/02/2020

– Riuscire a trovare un imprenditore che abbia un buon rapporto con gli istituti di credito è quasi una missione impossibile. Accade da tempo e le ragioni sono molteplici, a partire dai paletti imposti da leggi e normative per la concessione del credito. Da sempre fioccano le lamentele per erogazioni troppo scarse. Ma ora nel mondo del credito sta cambiando qualcosa. I finanziamenti alle imprese, nel 2019, diminuiscono ancora. Ma questa volta la ragione è diversa. A fare marcia indietro sono le richieste di credito da parte degli imprenditori. A rivelarlo è l’O sservatorio Crif . l’ultimo trimestre del 2019 ha fatto registrare una flessione pari a -2,9% del numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane agli istituti di credito rispetto al corrispondente periodo dell’a nno precedente. A livello di intero anno la variazione delle richieste di credito risulta complessivamente pari a -3,4% rispetto al 2018, rafforzando ulteriormente la dinamica negativa rispetto ai primi trimestri dell’anno. E la Lombardia non fa eccezione. In regione la battuta di arresto è stata pari al 4,1 per cento. La provincia di Varese, da parte sua, supera anche la media regionale. la marcia indietro è arrivata a -6,4 per cento. Il segnale è chiaro, insomma, e non è positivo. La prima lettura dice che gli imprenditori sono alla finestra. Meno soldi chiesti alle banche significa, innanzi tutto, poca propensione ad investire. Perchè? Sotto accusa c’è l’incertezza che regna a livello economico, politico e, da qualche settimana, anche sanitario, con tute le conseguenze del caso. L’incertezza paralizza, forse anche più di una crisi conclamata. La seconda lettura, invece, conduce alle nuove opportunità di credito che sono oggi a disposizione degli imprenditori. Il settore sta vivendo una fase di cambiamento , accelerato anche dall’avvento di tecnologie innovative. Le banche non hanno più il monopolio e anche chi apre la fabbrica ogni giorno prova a cercare vie alternative. Va detto, però, che la flessione delle richieste si accompagna a un elemento positivo: l’aumento dell’importo medio dei finanziamenti richiesti dalle imprese. Con 74.253 euro la Lombardia si colloca al di sopra della media nazionale (65.790 euro), registrando una crescita del +1,8% rispetto al 2018. Il valore più elevato si rileva a Brescia, che con 137.944 euro si colloca al primo posto assoluto della graduatoria nazionale scalzando Bolzano. Seguono a distanza da Lecco e Milano, con 73.394 euro.