Credito alle pmi artigiane Ci pensa un nuovo software

Il capannone in garanzia non basta più. E nemmeno chiaramente, la semplice stretta di mano fra chi si conosce da una vita. Per artigiani e piccoli imprenditori i rapporti con la banca e la finanza, col tempo, si sono via via complicati. Già perché se magari una media o grande azienda ha dei dipendenti o un ufficio intero che si occupa di questo aspetto, nelle pmi, tocca all’imprenditore e ai suoi collaboratori che fanno di tutto: produzione, vendita, rapporti non sempre semplici con i conti, le banche e la situazione finanziaria. E non è detto che il miglior idraulico di Varese sappia anche i segreti dell’equilibrio monetario. Anche perché mentre una volta le banche spalancavano le porte alle imprese, oggi non è più così. Ecco che dunque, ieri, Confartigianato Varese ha presentato il nuovo software per la valutazione finanziaria realizzato in collaborazione con l’università Carlo Cattaneo – Liuc di Castellanza. «Dopo aver sviluppato l’attività di consulenza e assistenza finanziaria con 200 aziende seguite in due anni – ha detto Mauro Colombo, direttore di Confartigianato Varese – abbiamo ravvisato l’esigenza di migliorare la dotazione strumentale sulla gestione finanziaria, anche per facilitare il rapporto con le banche. Di strumenti simili ce ne sono già, ma ne mancavano per gli artigiani e le pmi, dove le specificità e le dimensioni sono diverse».

In questo comparto, infatti, diventa fondamentale conoscere nel dettaglio il fabbisogno finanziario, i punti di forza e di debolezza e quindi l’apporto di professionisti e strumenti ad hoc aiuta a migliorare il monitoraggio e la gestione di questa parte delicatissima per la vita dell’azienda. «Anche perché – ha aggiunto Colombo – nel tempo, con la raccolta dati e l’aumento dei casi, si avranno informazioni per svelare eventuali problemi gestionali e strategici e per prendere le soluzioni adatte su produzione, posizionamento, marketing e scelte industriali».

Ma, chiaramente, il primo obiettivo è quello del controllo del flusso cassa e delle esigenze finanziarie: «L’equilibrio monetario – ha sottolineato Emanuele Pizzurno – è un’informazione potentissima per negoziare con clienti e fornitori e programmare gli investimenti. Chiaramente un’azienda anticipa i costi e quindi per rimanere in equilibrio, servono i finanziamenti del credito. Come ulteriore conseguenza, se non viene mantenuto l’equilibrio, si sviluppano degli extra costi che, ovviamente, creano dei problemi».

E’ qui che interviene il modello informatico presentato nella sede di viale Milano: «Il supporto permette di sapere quando si ha un fabbisogno di cassa – ha dettoMassimo Solbiati di Liuc – e quale strumento chiedere alla banca. Anche se, alla base di tutto, oltre ai ricavi e alla fatturazione, per tenere in piedi l’impresa è fondamentale incassare».

Per accedere allo strumento, Confartigianato parte da una visita in azienda da parte del team credito composto da Dorina Zanetti e Giada Pavan per confrontarsi con l’imprenditore e raccogliere informazioni utili da utilizzare poi con l’analisi finanziaria. Le informazioni, unitamente ai dati di bilancio, vengono inserite nel modello di analisi.

Al termine dell’elaborazione si fa ritorno in impresa per un ulteriore confronto con l’imprenditore sui risultati ottenuti e per mettere in campo le azioni più adatte per affrontare i punti di debolezza della gestione.