Creatività e cultura A Varese valgono oltre un miliardo

La Prealpina - 25/01/2020

È un mondo variegato e trasversale, talvolta più conosciuto all’estero piuttosto che “in casa”. Ma che in provincia di Varese ha un peso di un miliardo e 225 milioni di euro l’anno. A tanto ammonta il valore aggiunto prodotto nel 2018 sul territorio dalle imprese attive nei settori della cultura e della creatività. Lo afferma l’Ufficio studi e statistica della Camera di Commercio (a destra, il grafico complessivo), partendo dal rapporto “Io sono cultura 2019” di Unioncamere e Fondazione Symbola. Il dato varesino è in aumento costante ed è superiore alla media nazionale. Per Fabio Lunghi, presidente dello stesso ente camerale, «questa crescita è tanto più significativa perché gli esperti ci dicono che la cultura genera benefici anche sul contesto, grazie a un effetto moltiplicatore pari a 1,8. Per ogni euro prodotto dalla cultura, se ne attivano 1,8 in altri settori». I numeri – pubblicati sul portale Osserva Varese – ricostruiscono una filiera produttiva che, alle latitudini varesine, occupa 20.900 lavoratori, pari al 5.8 per cento del totale occupazionale della provincia. A livello regionale si parla di 365.000 addetti, che incidono per il 7.5 per cento nell’eco – nomia complessiva; mentre a livello nazionale gli occupati sono un milione e 551mila, pari a una fetta del 6.1 per cento del totale. Per quanto riguarda il numero di imprese, contando solo quelle che hanno creatività e cultura come vocazione principale, nel Varesotto se ne contano 3.638, tra studi di architettura (1.131), comunicazione (418) e design (311), oppure industrie legate alla cultura, come editoria e stampa (1.060), radio, cinema e tv (92), software e videogiochi (436) oppure musica (51). In elenco ci sono poi aziende attive nel settore delle arti visive e delle performance (125) e infine di valorizzazione del patrimonio artistico e storico (13). «Basti pensare – ri – marca Lunghi – che, con ben quattro siti Patrimonio dell’Umanità, vantiamo il primato di area più ricca in Lombardia di beni riconosciuti dall’Unesco. E la nostra regione è quella che, a sua volta, in Italia ne conta in misura maggiore». A trainare le attività professionali del settore cultura e creatività sono, come detto, gli architetti: «La nostra provincia – com – menta la presidente dell’Ordine professionale, Elena Brusa Pasquè – ha un altissimo livello creativo, ma purtroppo lo comunichiamo più all’estero che non sul territorio. L’ingegno di queste zone, tra Varese e Como, arrivando fino a Milano, è dovuto a un concatenamento di persone che si occupano di ricerca e di innovazione». L’Ordine degli architetti della provincia di Varese conta 2.100 iscritti: «Siamo uno dei pochi Ordini professionali sempre in crescita – conclude Brusa Pasquè – con un saldo positivo tra quanti si iscrivono e quanti si cancellano. Nel nostro settore c’è grande fermento». Sempre in tema di fermento, la Camera di Commercio ha approvato il Bando Cultura 2020: 80mila euro a disposizione degli operatori che organizzano eventi culturali, integrando offerta turistica e imprese dell’indotto. Insomma, il detto “con la cultura non si mangia” sembra ormai superato