Costruttori: i giovani “fanno” l’impresa

La Prealpina - 23/06/2017

Giuseppe Gabri, 38 anni, è il nuovo presidente del gruppo Giovani di Ance Varese, l’associazione nazionale costruttori edili. Succede a Tommaso Bianchi. L’impresa che conduce, con sede a Castronno, porta il suo nome, ma il riferimento è al nonno, che l’aveva fondata nel 1924. Il nipote ne è a capo da una quindicina d’anni, dopo la prematura scomparsa del padre.

Ora, dopo aver condotto l’azienda attraverso la lunga stagione della crisi del settore, Giuseppe Gabri cercherà di contribuire al rilancio delle imprese guidate da altri suoi coetanei: «L’obiettivo principale del mio mandato – afferma il neopresidente – riguarda la promozione di una legge legata alla certificazione, che possa chiedere maggiore qualità a chi opera in edilizia. Oggi il nostro mondo ha subìto una rivoluzione nel modo di costruire, nei materiali e negli adempimenti richiesti in materia di sicurezza e risparmio energetico: eppure si può aprire un’impresa edile con la quinta elementare, semplicemente con una partita Iva. Nel 2017, invece, servono competenze professionali, così come garantito dalle imprese legate ad Ance». In tal senso il presidente dei giovani costruttori edili, che sarà affiancato dal vice Davide Zaccone, avvierà una collaborazione con il gruppo Innovazione della realtà associativa, per cercare di portare a Varese il marchio Co, il top di gamma sulla qualità edilizia, oltre a promuovere corsi di formazioni con un budget messo a disposizione dell’associazione e dal presidente Orlando Saibene.

«Bisogna rilanciare l’attività giovanile – aggiunge Gabri – perché di neoimprenditori ce ne sono pochi. Il motivo? Chi vuole lavorare in modo serio nel nostro settore deve affrontare spese ingenti di ingresso e, quindi, è dura competere con chi è già sul mercato. Ma neppure chi ha ereditato una struttura famigliare ha la strada spianata». Qualche segnale di ripresa, comunque, si vede: «La mia azienda ha appena venduto una villa su carta (vale a dire su progetto, senza aver ancora posto la prima pietra) e ciò non avveniva dai tempi di mio padre. Vuol dire che se si punta sulla qualità e si sa spiegarla all’acquirente, il settore dell’edilizia può essere ancora da traino per l’economia». Un discorso che può essere allargato al potenziale tramonto delle esternalizzazioni. È ciò che si augura il presidente di Ance Giovani: «Noi abbiamo otto operai specializzati. Avendoli formati non abbiamo bisogno di subappaltare nulla e ciò rende il lavoro più sicuro. Siamo tornati un po’ al passato, ma funziona e vorremmo promuovere questa idea ai nostri associati».