«Così si uccidono le imprese»

La Prealpina - 18/04/2018

La politica e la burocrazia ammazzano la ripresa: il grido di dolore arriva da Ferdinando Butto, presidente dell’Associazione Nazionale consulenti del Lavoro, unione provinciale di Varese, in occasione dell’assemblea di ieri alle Ville Ponti. Parte dei 200 iscritti, su un totale di 330 professionisti attivi, si sono ritrovati per fare il punto sulle ultime novità. E il panorama non è dei più rassicuranti per chi ogni giorno affianca imprenditori e collaboratori nella gestione dei contratti: «Ogni spinta alla crescita economica viene stoppata – affonda il presidente del sindacato unitario Ancl -. Aprire un’attività è difficilissimo, assumere ancora di più».

Prima di tutto il dito è puntato sulla politica inconcludente, che non riesce nemmeno a formare un Governo dopo oltre 40 giorni dal voto.

«Il Paese è diviso in due sotto tutti i punti di vista, sia economici sia politici; siamo nelle mani di persone che già prima di indire le elezioni, attraverso una riforma elettorale scellerata, sapevano che nessuno avrebbe ottenuto la maggioranza», aggiunge Butto. Una ganascia per cittadini, lavoratori e imprese, per colpa di «normative sempre più complicate, pensate da chi non vive la realtà quotidiana e non affronta i veri problemi per vivere e in alcuni casi sopravvivere; possiamo considerarci il Paese delle complicazioni burocratiche, dell’interpretazione delle norme e della scarsa semplificazione anche rispetto agli adempimenti più semplici». L’elenco delle briglie in materia di lavoro e fisco è infinito: le dimissioni telematiche, la detassazione dei premi di produttività, legata ad accordi sindacali, deposito all’Ispettorato, rispetto dei parametri su orari e ferie.

«Bisogna essere più veloci – incalza il presidente -: ci vuole una detassazione ordinaria, solo così potremmo far ripartire davvero i consumi interni, ancora al palo. I dipendenti hanno timore a spendere. Prendiamo il bonus degli 80 euro mensili: secondo noi andrebbero erogati a fine anno una volta sola e a chi ne ha diritto davvero. Perché troppo spesso vengono concessi e poi richiesti indietro al superamento dell’aliquota, magari per i premi di risultato di fine anno: le decurtazioni di stipendi sono dannose».

Insufficienti poi le politiche su donne e giovani: «Le uniche assunzioni agevolate appetibili si sono ridotte all’apprendistato, complicato anch’esso come istituto – dice Butto nella relazione -. Per il resto solo briciole. È mai possibile che nessuno abbia ancora capito che per risollevarci occorre mettere a disposizione dei cittadini maggiori risorse, incrementando i consumi e incentivando le imprese ad assumere, attraverso delle politiche strutturali e non elettorali?».

Allo stesso modo non sempre è idilliaco il rapporto con gli enti statali e territoriali: Inps, Inail, Ispettorato del lavoro, Provincia, Agenzia delle entrate.

«In tante occasioni, per risolvere problemi legati al malfunzionamento dei loro sistemi informatici oppure alla scarsa presenza di personale, anche qualificato, ci sentiamo dire che “il problema non possiamo risolverlo noi in loco” ma è di competenza del sistema nazionale». Bisogna adeguarsi ai vari portali, «mentre per ottimizzare costi, funzionamento e tempi se ne potrebbe creare solo uno per tutti. Ma questa è fantascienza, come pure la Banca dati unica».

Buono il rapporto con l’Ispettorato, grazie a protocolli d’intesa contro abusivi e irregolari. Si spera poi che arrivi presto il software fiscale a prezzi accessibili per i giovani, preziosi perché «dovranno costituire il futuro della professione e permetterne il prosieguo; diversamente rischiamo veramente di sparire o di essere assorbiti da altre categorie».