«Così ci siamo ripresi l’azienda»

La Prealpina - 05/07/2016

Quando una famiglia di imprenditori è più forte della finanza. Accade a Lonate Ceppino, per la precisione dentro l’azienda “Lo Scoiattolo”, da oltre trent’anni produttrice di pasta fresca di alta qualità. Come sia possibile è presto detto: un mix di lungimiranza e determinazione. La prima, la lungimiranza, è emersa in tutta la sua fora quattro anni fa, quando le famiglie fondatrici dell’azienda, Belletti, Guerra e Di Caro, di fronte a un periodo di calo delle richieste del mercato (si era nel pieno della crisi dei consumi e, inevitabilmente, il prodotto di nicchia passava in secondo piano) e a una conseguente crisi di liquidità, decisero di aprire il proprio capitale sociale al fondo Quadrivio, cedendo il 42% delle quote societarie.

Mai scelta fu più giusta, dal momento che in questi quattro anni l’azienda no solo si è strutturata, ma è cresciuta del 30%, mantenendo intatto il proprio Dna aziendale. E i passi avanti sono stati talmente importanti che oggi, quelle stesse tre famiglie fondatrici, hanno deciso di riprendersi quel famoso 42% ceduto nel 2012.

«La decisione che abbiamo preso – spiega Massimiliano Di Caro, direttore generale – non è stata semplice. Abbiamo ricevuto diverse offerte importanti da parte di aziende straniere interessate ad investire in Italia. Ma gli accordi con il fondo prevedevano che in caso di vendita ad altri, avremmo dovuto cedere anche le nostre quote. Saremmo rimasti in azienda come manager, ma di fatto era un lavorare sotto la proprietà altrui. Così ci siamo messi a ragionare e, in accordo con tutte le famiglie, abbiamo deciso di ricomprarci quel 42% che avevamo ceduto quattro anni fa». Una sorta di consiglio di famiglia, insomma, dal momento che al momento in azienda ci sono ben tre generazioni. IL presidente è il fondatore, Umberto Belletti, che nonostante i suoi 84 anni, qualche giro tra le macchine lo fa ancora. Amministratore delegato è Aquilino Di Caro, direttore di stabilimento è Giuseppe Guerra. Giancarla Belletti si occupa dell’amministrazione, mentre Annamaria Belletti è direttore finanziario. Valentina Guerra è direttore del personale e Matteo Di Caro è direttore commerciale estero. Insomma, una squadra di trentenni al comando.

«Questi quattro anni ci hanno fatto crescere molto anche professionalmente – continua Massimiliano Di Caro – Abbiamo strutturato l’azienda , imparando da chi lavorava accanto a noi». E i risultati sono arrivati. Oggi l’azienda ha un fatturato di 30 milioni di euro e da lavoro a 120 persone. Il 70% degli incassi viene realizzato all’estero.

Nell’ultimo periodo – spiega ancora il direttore generale – abbiamo avviato due progetti legati alla salute che ci stanno dando risultati importanti. Abbiamo avviato una linea vegana e una senza glutine. Sono due nicchie di mercato che ci hanno consentito di entrare in canali di distribuzione in cui non eravamo ancora presenti. Si curamente questa è una strada che continueremo a percorrere, anche se, ovviamente, abbiamo anche altri progetti in cantiere».

Di sicuro, il signor Umberto, quando oggi cammina nella sua azienda e ripensa a quel laboratorio artigianale di pasta fresca avviato con la moglie in uno scantinato di Venegono, deve essere molto soddisfatto.