«Così abbiamo garantito più di 8000 posti»

La Prealpina - 19/02/2016

Ci sono realtà economiche che durante gli anni di crisi sono riuscite a garantire un buon livello di occupazione in provincia di varese. Sono le cooperative di Confcooperative Insubria ( che riunisce anche le società mutualistiche di Como), che, secondo le ultime rilevzioni ufficiali relative a fine 2014, garantiscono una occupazione a 8125 persone. I numeri ufficiali saranno presentati domani, nel corso dell’assemblea annuale dei soci, chiamati anche al rinnovo delle cariche.

«Noi ci presentiamo come una associazione in crescita – commenta il presidente Mauro Frangi – e non è una cosa scontata di questi tempi. I numeri confermano che le cooperative hanno fatto il loro mestiere e hanno usato le loro risorse per garantire occupazione, così come da mission delle società mutualistiche». Tra l’altro, almeno il 40% delle cooperative ha utilizzato gli strumenti messi a disposizione dal Jobs Act e hanno trasformato rapporti di lavoro in essere in contratti di lavoro a tempo indeterminato e almeno due cooperative su dieci hanno addirittura aumentato l’occupazione complessiva nel 2015.

E’ chiaro che questi risultati non sono stati fatti per magia – sottolinea ancora Frangi – Molte imprese mutualistiche si sono ritrovate indebolite, perchè per resistere si è dato fondo alle riserve. Oggi le nostre cooperative sono di fatto un po’ più deboli, con qualche settore che soffre più di altri». A oggi l’Unione interprovinciale Insubria conta 401 cooperative, costituite da 39.022 soci: una cooperativa ogni 3700 abitanti. Complessivamente il fatturato supera i 245 milioni di euro (escluse le tre banche di credito cooperativo che operano sulle due province). Numeri che collocano l’associazione al terzo posto in Lombardia.

Sta di fatto che i temi all’ordine del giorno nell’universo cooperativo, oggi, sono molteplici. «Un elemento importante – spiega ancora il presidente Frangi – è quello della promozione cooperativa, dell’apertura di nuovi spazi di azione per l’economia mutualistica.

La crisi ha lasciato un segno profondo anche nei nostri territori . i bisogni delle persone e delle comunità non si risolveranno da soli. Nei prossimi anni che speriamo siano di ripresa, il mondo cooperativo deve saper coinvolgere uomini, donne e giovani nella costruzione di un futuro dignitoso sotto tutti i punti di vista».