Corrono le rinnovabili: la potenza installata sale del 10,4% in un anno – Rinnovabili: 72,8 gigawatt installati a fine giugno, il 10,4% in più in un anno

Corrono le rinnovabili: la potenza installata sale del 10,4 in un anno Transizione energetica I 72,8 gigawatt di metà anno segnano un’accelerazione dopo annidi stallo Possibile toccare entro fine 2024 gli 8 gigawatt in più di potenza installata

Le rinnovabili accelerano. A fine giugno, secondo la fotografia elaborata dall’Osservatorio sulla transizione verde del Sole 24 ore su dati Tema, la potenza installata è salita a 72,84 gigawatt. La fetta principale è rappresentata dal solare (33,62 GW), seguito dall’idroelettrico (21,59) e dall’eolico (u,70). Si tratta di un incremento del 10,4% rispetto allo stock del 30 giugno 2023. È una decisa accelerazione che lascia presagire la possibilità di toccare, entro la fine del 2024, gli 8 gigawatt in più di potenza installata. Celestina Dominelli —a pag. 2 Rinnovabili: 72,8 gigawatt installati a fine giugno, ¡110,4% in più in un anno La fotografia di Terna. Fino al 2021 realizzato poco più di 1 megawatt annuo in più, 5,8 gigawatt aggiuntivi nel 2023. Richieste di connessione sopra i 341 GW: la fetta maggiore da Puglia, Sicilia e Sardegna L’apporto principale dal solare che si è attestato sui 33,62 GW con una crescita del 22,8% Celestina Dominelli ROMA La rotta l’ha disegnata il Piano nazionale integrato energia e clima, la strategia messa nero su bianco dal governo e appena trasmessa a Bruxelles con cui sono stati identificati gli obiettivi green e che fissa in 74 gigawatt (GW) aggiuntivi, rispetto al 2021 (l’anno di riferimento), la strada ancora da fare per centrare al 2030 l’asticella di 131 GW di potenza da fonte rinnovabile (dal solare all’eolico). Tradotto: per conseguire quel target assai ambizioso, la velocità di crociera necessaria deve attestarsi su un incremento di almeno 910 gigawatt di installato in più ogni l’idrico rinnovabile (21,59 GW per anno (il ministro dell’Ambiente, Gil- 4.875 impianti, +0,1%) e dall’eolico berto Pichetto Fratin, posiziona (12,70 GW per 6.109 impianti, +4,8%). l’asticella ancora più in alto, a 10-12 In soldoni, è un incremento di quasi GW). Un bel salto, se si considera che 3,7 GW rispetto al dato di fine 2023 siamo partiti da soglie molto basse (69,15 GW), i110,4% in più se confronpoiché, fino al 2021, viaggiavamo tato invece con il livello toccato al3o poco sopra i mille megawatt annui giugno dello scorso anno (65,97 GW), in più, che sono diventati oltre 3mila secondo il check del gruppo guidato aggiuntivi nel 2022 e quasi 5,8 GW di da Giuseppina Di Foggia. Si tratta, aumento nel 2023. dunque, di una decisa accelerazione E ora a che punto siamo? Per ri- che lascia presagire la possibilità di spondere al quesito è necessario guardare alla fotografia elaborata dall’Osservatorio della transizione verde de Il Sole 24 Ore, che indica, secondo i dati di Terna, a fine giugno, 72,84 gigawatt di potenza installata da fonti rinnovabili distribuiti tra 1.778.194 impianti, di cui la fetta principale è rappresentata dal solare (33,62 GW pari a 1.763.977 impianti, +22,8% su giugno 2023), seguito dal *** toccare, entro la fine del 2024, gli 8 GW in più di potenza installata rispetto all’anno precedente: un livello non troppo distante, dunque, dal ritmo necessario per provare a centrare l’obiettivo al 203o. Tornando a quanto fatto finora, dai dati Terna, emerge inoltre che a fine giugno erano 33,62 i GW installati da solare (il 22,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2023), 21,59 GW quelli da idrico (+4,8%),12,70 GW da eolico (+4,8%) e 4,93 GW da bioenergie e geotermoelettrico (+104%). Considerando, poi, il dettaglio per fonte a partire dal solare, la fotografia di Terna evidenzia la prevalenza di piccoli impianti con potenza sotto i 12 kilowatt che ammontano a oltre 1,5 milioni e sono localizzati in particolare in Lombardia (254.829), in Veneto (221.670) e in Emilia Romagna (154.349). I progetti più grandi, di almeno io megawatt o sopra questa asticella, rappresentano una fetta molto piccola del totale (poco più di 2.400) di cui 586 nel Lazio e 542 in Sardegna e il resto distribuito soprattutto tra Puglia e Sicilia. Passando, invece, all’eolico dove le installazioni sono poco più di 6.100 secondo l’ultima rilevazione di Terna, la situazione è la seguente: gli impianti più grandi (almeno io megawatt o sopra tale livello) sono in Puglia (2.761), in Sicilia (2.221), e in Campania (1.995) e rappresentano la 7 quota principale (11.399). Il resto è fatto soprattutto di impianti tra 20 e 200 kilowatt (4.151), di cui oltre 1.200 sono posizionati in Basilicata. Quanto all’idroelettrico, il numero di centrali al 30 giugno si attestava sui 4.876 distribuiti suddivisi tra impianti dai 20 ai 200 kilowatt (1.640) e quelli sopra i zoo kW ma inferiori al megawatt (1.592), localizzati soprattutto tra Piemonte, Lombardia e Trentino Alto-Adige. Fin qui, dunque, lo stato dell’arte da cui muovere per conseguire gli obiettivi tratteggiati dal Pniec. Nel quale, va detto, è contenuto un interessante capitolo che mette a fuoco gli investimenti necessari per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e che indica in circa 20 miliardi lo sforzo da mettere in campo nel periodo 20242030 per realizzare gli obiettivi dello scenario Pniec rispetto a quanto previsto in quello a politiche correnti. A questi vanno aggiunti gli 8,3 miliardi in più necessari per sostenere lo sviluppo dell’eolico onshore e i 5,4 in più a supporto delle tecnologie offshore, per un ammontare complessivo pari a 35,7 miliardi. Insomma, un impegno non da poco se l’Italia punta a declinare in pieno la svolta green. Il potenziale, d’altro canto è assai significativo ma deve fare i conti, lamentano gli operatori, con le lungaggini burocratiche ancora esistenti, l’incertezza normativa determinata dagli ultimi provveLE RACCOMANDAZIONI È il numero delle indicazioni alla politica. Tra queste quella di incrementare la diffusione delle rinnovabili e di colmare il gap degli investimenti. -40% 131GW dimenti adottati dall’esecutivo (le critiche sono concentrate soprattutto sul decreto Agricoltura) e le iniziative di singole Regioni (leggi Sardegna) che rischiano di introdurre possibili complicazioni rispetto al raggiungimento degli obiettivi (si veda altro articolo in pagina) con ricadute evidenti sui progetti in pista. Che pure, come detto, non mancano in base a quanto documenta la stessa Terna, secondo la quale le richieste di connessione al3o giugno ammontano a 5.930 istanze per oltre 341 gigawatt di potenza, di cui 150,29 GW rappresentati dal solare (il 44,03% pari a 3.805 pratiche), 106,74 GW per l’eolico onshore (il 31,27% del totale, vale a dire 1.992 richieste) e 84,30 GW per l’eolico offshore (133 istanze, il 24,70% del monte complessivo). ri potenziale, dunque, è consistente e vale quasi cinque volte l’obiettivo da centrare nel Pniec. Quanto alla dislocazione, in testa c’è la Puglia con 1.422 richieste per 92,75 gigawatt, seguita dalla Sicilia con 1.167 istanze (81,73 GW) e dalla Sardegna con 824 pratiche per 54,39 gigawatt di potenza. Qui, però, bisognerà valutare, come si racconta in queste pagine, gli effetti della sospensione decisa dalla governatrice Alessandra Todde (M5S) che rischia di allontanare, e non di poco, lo sviluppo sostenibile del territorio e, più in generale, della transizione energetica. TRANSIZIONE GESTITA Scenario con forte supporto politico: entro il 2050 i prezzi all’ingrosso sono più bassi del 40%, i costi totali del sistema inferiori del 30% L’OBIETTIVO È il traguardo di potenza da energia rinnovabile fissato dal nuovo Piano nazionale integrato energia e clima per il 2030