«Corriamo ma meno degli altri»

La Prealpina - 01/09/2017

L’Italia torna a camminare, forse anche a correre, ma meno degli altri. A ricordarlo è Valerio De Molli, amministratore delegato di “The European House-Ambrosetti”, il notissimo gruppo milanese (fondato dal varesino Alfredo Ambrosetti) che da oggi a domenica ripropone il suo Forum a Villa d’Este.

«La crescita si sta rafforzando – dice l’ad -. Si vede e si percepisce tra differenti settori economici e aree del Paese da nord a sud. Le previsioni di crescita del Pil dell’Italia per il 2017 sono state anch’esse da poco riviste al rialzo a +1,5% (solo 0,4% sotto la media dell’eurozona), ma se vogliamo salire in competitività dobbiamo correre più degli altri, non più di ieri. E noi, oggi, corriamo più lentamente degli altri».

Uno sprone dunque che l’economista ribadirà oggi nel suo discorso di apertura dei lavori, davanti al solito parterre di esperti e massimi rappresentanti delle istituzioni che si ritrovano a inizio settembre sul lago di Como per capire dove andrà il mondo: la quarantatreesima edizione dell’annuale meeting dal titolo “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive” richiama anche giornalisti da mezzo mondo e ha sempre una copertura mediatica unica, con la vigilanza ai massimi livelli per la presenza di politici e autorità internazionali.

De Molli parla anche dell’allarme sicurezza, delle ferite del terrorismo in casa, dell’orgoglio europeo in concomitanza con i 60 anni del Trattato di Roma, ricordando l’importanza dell’Unione e le nuove sfide da cogliere: un continente di valori, ma anche di tecnologia e possibilità per il futuro, ribadisce il massimo esponente del primo Think Tank (pensatoio) privato italiano.

L’Europa ha offerto il più lungo periodo di pace, è la più grande unione di democrazie, è fra i maggiori mercati al mondo, garantisce uguaglianza, prosperità e sviluppo, è leader in ricerca e innovazione ma «non mancano certo le sfide: le istituzioni europee, i governi e la business community devono unire le forze per preservarne l’attrattività, ponendo la sicurezza, l’occupazione, la crescita sostenibile e gli investimenti al vertice delle priorità», ribadisce De Molli.

«Sarebbe inoltre importante creare “champion europei” di dimensione rilevante nei settori strategici chiave per competere ad armi pari con i giganti di altri continenti. Ricordo il mantra di “The European House – Ambrosetti”: senza investimenti non c’è lavoro, senza lavoro non c’è crescita e senza crescita non c’è futuro. Il futuro dell’Europa è nelle nostre mani».

Nel futuro c’è anche la tecnologia: e il gruppo di lavoro si è chiesto se questo sviluppo 4.0 farà bene o male all’occupazione. «Il 14,9% degli occupati italiani è a rischio sostituzione per via dell’automazione – ribadisce l’ad -. Parliamo quindi di 3,2 milioni di lavoratori che verranno sostituiti nell’arco dei prossimi 15 anni. La ricerca “tecnologia e lavoro: governare il cambiamento” sarà presentata nel dettaglio sabato».

De Molli conclude poi la sua introduzione ricordando i personaggi più illustri che sono stati protagonisti delle scorse edizioni e che purtroppo non ci sono più: Shimon Peres («è stato con noi 24 volte dal 1991 al 2016»), Umberto Veronesi, Carlo Azeglio Ciampi, Joaquín Navarro-Valls. Volti di ieri che grazie al loro impegno e ingegno hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo ma anche nell’album dei ricordi della creatura fondata da un varesino visionario come Alfredo Ambrosetti.