I coralli del Campo dei Fiori

La Prealpina - 23/02/2017

 

Quando una sorta di barriera corallina, un declivio m arino, correva lungo la linea di costa del Sacro Monte, c’erano le conchiglie dove ora, 415 metri più in su, si incrociano caprioli e cinghiali. L’abisso dei Mattarelli al Campo dei Fiori regala steli a forma di stella a cinque punte che si ancoravano ai fondali marini giurassici. E poi stalattiti e stalagmiti e fossili di gigli di mare, stelle marine e ofiure e ammoniti, cioè molluschi che vivevano nei mari preistorici.

Sono stati esplorati quasi cinque chilometri di gallerie, sono stati trovati torrenti sotterranei, uno è stato chiamato il Torrente Frizzante, un altro è rimasto senza nome ed è un corso d’acqua che finisce in una sala lunga cinquanta metri e larga venti. Percorsi d’acqua in mezzo alle rocce, tra le viscere della montagna sopra Varese dove gli speleologi del Cai (una quindicina quelli operativi nell’esplorazione della grotta) vanno avanti a conquistare bellezza per gli occhi e nuovi percorsi sotterranei.

Nel punto più lontano si arriva dopo cinque ore, da moltiplicare per due per rivedere la luce nel comune di Barasso, sul versante meridionale del Campo dei Fiori. «E c’è la possibilità di proseguire con le esplorazioni sul versante nord, verso la vetta del Campo dei Fiori e a sud, verso le sorgenti delle fonti dell’acquedotto di Varese», spiega il geologo Alessandro Uggeri. Un mondo sotterraneo, nascosto e spettacolare che diventerà alla portata di tutti, con la Serata Underground che presenterà a Varese il gruppo Speleologico del Cai coordinato dal giovanissimo Simon Beatrice, (oggi, ore 21.15 nella sala Montanari di via dei Bersaglieri). Il Cai Varese, forte dei suoi 116 anni di presenza in città, «cerca di avvicinare i giovani alla montagna da frequentare in sicurezza – dice Gigi Zanetti, segretario – e al mondo sotterraneo con il gruppo speleo».

Verranno illustrati «gli aggiornamenti delle esplorazioni e la rappresentazione in 3D del sistema carsico, un nuovo modo per visualizzare le geometrie nel percorso verso le sorgenti alla base del massiccio montuoso», spiega Uggeri, che è uno dei massimi conoscitori del Campo dei Fiori e speleologo. Tra le “indagini” compiute, un vero e proprio esperimento per verificare i collegamenti tra alcune grotte. È stato spruzzato sottoterra il limonene, una sostanza naturale che sa di arancio e limoni e agrumi, un profumo di cui poi si è cercata la propagazione tra le grotte, per capire quali fossero collegate. Nell’appuntamento di stasera non si andrà soltanto alla scoperta della montagna varesina, ma verranno presentati, da Andrea Benassi, i risultati della spedizione svoltasi nell’estate 2016 nell’isola di Seram, in Nuova Guinea. Immagini favolose per raccontare la grotta più profonda dell’Indonesia, a 3,5 chilometri e l’inizio delle esplorazioni del percorso sotterraneo del Fiume Aouk, uno dei più grossi del pianeta. L’appuntamento sarà anche l’occasione per presentare il trentaquattresimo corso di introduzione alla speleologia che comincerà a metà marzo e si svolgerà nelle grotte del Campo dei Fiori.