Cooperative nello scalo Il Tar ha dato il via libera

La notizia ha cominciato a rimbalzare dalle prime ore del mattino, ma la conferma è arrivata soltanto attorno alle 13. Il Tar ha respinto il ricorso presentato da Sea lo scorso luglio sul caso Alpina. Di conseguenza, la cooperativa che gestisce in subappalto da Ags i servizi a terra per conto della compagnia low cost Ryanair, da questa mattina può operare sul piazzale di Malpensa. Alla mezzanotte di ieri, infatti, è scaduta la sospensione dell’autorizzazione al subappalto alla società di handling, varata da Enac per ragioni di ordine pubblico dopo lo sciopero selvaggio del primo agosto che paralizzò l’aeroporto in uno dei giorni più caldi dell’esodo estivo. Il pericolo che da un momento all’altro si possa ripetere quanto accaduto allora è dietro l’angolo, perché la decisione del Tar non porta alla resa dei sindacati. Tutt’altro. Le sette sigle

(Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporto Aereo, Flai, Usb, Cub trasporti e Adl) da novembre 2015 combattono contro l’ingresso delle cooperative nell’handling di Malpensa, spiegando che porterebbe a un inevitabile gioco al ribasso che andrebbe a calpestare diritti e stipendi dei dipendenti aeroportuali, in quanto verrebbe applicato il contratto del trasporto merci e logistica anziché quello del trasporto aereo sezione handling. Inoltre il lavoratore finirebbe per essere inquadrato come socio di cooperativa anziché come dipendente. In pratica si clonerebbe in aeroporto quello che già avviene alla Cargo city, dove la proliferazione delle “finte” cooperative comparse negli ultimi dieci anni ha rovinato il sistema, creando un precariato diffuso che ha minato anche i più elementari diritti, come le ferie e la malattia.

Per questo motivo i sindacati sono pronti a riprendere la battaglia, in ogni forma e con sempre maggiore determinazione. Prima di entrare in azione, però, chiedono a Enac di uscire allo scoperto. Al momento appare l’unico modo per evitare il degenerare degli eventi. Dato che Sea ha già reso nota la sua decisione di ricorrere al Consiglio di Stato, ieri in una conferenza stampa congiunta che si è tenuta a Linate le parti sociali hanno pubblicamente invitato Enac a firmare un’ulteriore proroga che vieterebbe l’ingresso di Alpina almeno fino al pronunciamento dei giudici di secondo grado. Oltretutto, hanno ribadito le sette sigle, proprio per evitare gli effetti distorti nell’handling che si sono manifestati negli ultimi anni, Enac da qualche settimana ha messo in atto un processo per la modifica del regolamento riguardo alla “Certificazione dei prestatori di servizi aeroportuali di assistenza a terra” che metterebbe al bando il subappalto, con l’introduzione di requisiti più stringenti per il rilascio dell’autorizzazione.

«È in fase di approvazione definitiva», hanno sottolineato i rappresentanti dei lavoratori. «Ci troveremmo quindi nella condizione assurda di un soggetto che inizierebbe a operare senza essere in regola con le nuove norme». Unito alla decisione di Sea di presentare ricorso, ritengono sia «un valido motivo per un ulteriore rinvio e dunque chiediamo che le istituzioni preposte intervengano. Riconfermiamo infatti i timori per gli effetti devastanti per il lavoro e per la qualità del servizio che si avrebbero con la legittimazione di queste forme inaccettabili di dumping. Dopo i tanti sacrifici fatti non lo consentiremo». Un concetto ribadito anche da Andrea Orlando (Flai) ieri mattina durante il presidio organizzato davanti alla palazzina Enac del Terminal 1: «La decisione del Tar non può essere l’elemento dirimente di questa vicenda. Chiediamo a chi ha la responsabilità di decidere di fare la sua parte. Di certo il sindacato non si prenderà la responsabilità di lasciare da soli i lavoratori. Siamo uniti e sempre più determinati: le cooperative sul piazzale di Malpensa non devono entrare».

 

Sea pronta a fare ricorso Si va al Consiglio di Stato

Sea farà ricorso al Consiglio di Stato. La decisione del Tar della Lombardia non fa arretrare di un millimetro la società di gestione di Malpensa e Linate, intenzionata a contrastare ogni forma di subappalto all’interno del piazzale aeromobili. Con la decisione di ricorrere al tribunale amministrativo per l’annullamento dell’autorizzazione al subappalto di Ags nei confronti di Alpina, il gestore aeroportuale lo scorso luglio scese in campo prendendo una posizione netta in una vicenda che da due anni agita il mondo sindacale. Secondo le parti sociali, l’ingresso delle cooperative in rampa creerebbe una pericolosa rincorsa verso l’abbassamento dei costi del lavoro. Per Sea è invece innanzitutto una questione di sicurezza. In un momento in cui è altissimo il livello d’allarme per il terrorismo internazionale, e prospettando un decadimento degli standard di sicurezza e del livello dei servizi dovuto all’eccessivo numero di prestatori, con il ricorso al Tar ha mostrato ancora una volta di volere in pista soltanto pochi handler, qualificati e scelti dopo una severa selezione. Uno scenario impossibile con il subappalto legalizzato nell’handling.