Contro l’obesità una App varesina

La Prealpina - 14/03/2017

Bambini e ragazzi troppo sedentari, eccessivamente legati a smartphone e playstation a discapito di sport e giochi all’aria aperta. E la dieta ci va di mezzo, con il fenomeno dell’obesità sempre più diffuso. Come combatterla? Anche con una app . Ad inventarla sono stati gli studenti del liceo Marie Curie di Tradate, nell’ambito del progetto di finanziamento europeo Erasmus Plus, una sorta di gemellaggio elettronico tra sei Paesi ( oltre all’Italia, Grecia, Turchia, Ungheria, Spagna e Portogallo) finalizzato alla creazione di applicazioni che rendano la vita più facile, in diversi ambiti. Nei giorni scorsi è avvenuto il primo scambio culturale, con gli studenti stranieri ospitati proprio a Tradate per qualche giorno. A coordinare il tutto, Sara Canelli, insegnante di spagnolo al Curie. E, naturalmente, per i ragazzi inventori, non poteva mancare una visita-lezione al Faberlab di Confartigianato Varese.

Il principio alla base di RunEat – questo il nome della App- è semplice: se fai moto devi anche reintegrare le risorse perse, ma come? Le quattro funzionalità dell’applicazione guidano in una gestione ponderata del proprio corpo: dal calcolo del metabolismo basale al pedometro, dagli esercizi più opportuni per tenersi in forma (e con i quali bruciare il maggior numero di calorie) alle ricette più salutari che arrivano da tanti Paesi diversi. «Nasce con l’idea di combattere l’obesità giovanile – spiega Sara Canelli – e di aiutare i ragazzi a gestire l’alimentazione. sarà presentata ad alcune scuole elementari e medie del territorio per sensibilizzare gli studenti ad una dieta equilibrata. Ma intendiamo andare oltre e prendere contatto con ospedali, case di riposo, cliniche e qualsiasi ente dove la salute (il suo mantenimento e il suo recupero) è al centro dell’attenzione. Tutto questo lo faremo con i nostri ragazzi in alternanza scuola-lavoro». Insomma, le potenzialità di business ci sono tutte. Intanto, però, in attesa dei primi guadagni, gli studenti si sono messi alla prova e il risultato è stato positivo. Hanno imparato a scrivere un codice, i ragazzi del Linguistico hanno reso la app fruibile da tutti e gli studenti delle Scienze Umane hanno curato gli aspetti legati al marketing e alla comunicazione. «L’esperienza per loro è stata assolutamente positiva, non solo per le competenze tecniche, ma anche per lo scambio culturale avvenuto con i coetanei. Da parte nostra abbiamo mostrato loro le nostre eccellenze, Faberlab compreso».