Contratti fantasma «reiterati»

La Prealpina - 06/03/2017

Con un «reiterato e riprovevole comportamento» hanno «approfittato dei propri poteri istituzionali per ottenere, a spese delle finanze pubbliche, risorse umane retribuite destinate alla propria attività politica» con «collaboratori», tra l’altro, reperiti «nella cerchia dei loro rispettivi amici, parenti, conoscenti».

Lo scrive il Tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 30 gennaio, ha condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione l’ex consigliere lombardo del Pdl Angelo Giammario, a 3 anni e 4 mesi l’ex capogruppo Pdl in Regione, il varesino Paolo Valentini, e l’ex assessore regionale Domenico Zambetti, e a 2 anni e 4 mesi Luca Daniel Ferrazzi, altro varesino, ex assessore lombardo all’Agricoltura e attualmente consigliere regionale della Lista Maroni Presidente.

Le condanne erano state inflitte nell’ambito del processo con al centro una serie di presunti “contratti fantasma” a collaboratori al Pirellone e che vedeva al centro le accuse, a vario titolo, di truffa e falso e per fatti contestati tra il 2008 e il 2012.

Il procedimento è nato da una tranche della più ampia inchiesta sulle presunte spese pazze coi fondi dei gruppi consiliari e che vede a processo oltre 50 ex politici o politici regionali.

Nelle motivazioni, da poco depositate, il giudice Emanuela Rossi, magistrato della settima sezione penale, che ha condannato i quattro imputati a pene anche più pesanti rispetto a quelle richieste dal pubblico ministero Paolo Filippini, scrive «di non potere concedere le circostanze attenuanti generiche agli odierni imputati, anche se gli stessi risultano formalmente incensurati, dal momento che trattasi di fatti particolarmente gravi in quanto frutto di un reiterato e riprovevole comportamento posto in essere da soggetti preposti al perseguimento di fini istituzionali e alla buona amministrazione della res publica».