Contratti di solidarietànelle sedi Whirlpool

La Prealpina - 12/06/2016

Per la prima volta Whirlpool ricorre ai contratti di solidarietà per oltre 600 impiegati e quadri di Comerio e Cassinetta di Biandronno. Un’ipotesi in realtà tutt’altro che remota, anche se non scontata, prevista come possibilità dal piano industriale firmato il 24 luglio 2015 e attivata dall’altro ieri. È la stessa multinazionale degli elettrodomestici ad annunciare, «come previsto e concordato con le organizzazioni sindacali, la decisione di avvalersi dello strumento della solidarietà per i dipendenti delle fasce impiegatizie in tutte le sue sedi amministrative in Italia – si legge in una nota -. Il piano prevede, da venerdì 10 giugno e fino alla fine del 2016, mezza giornata di solidarietà a settimana, ovvero 2 giorni al mese, ogni venerdì pomeriggio. Al fine di minimizzare l’impatto a livello salariale, i dipendenti saranno incoraggiati a coprire, per quanto possibile, i periodi di solidarietà con ferie residue. Per i giorni coperti da ferie residue non vi è perdita di remunerazione, mentre in applicazione della solidarietà, la mezza giornata di fermo viene comunque remunerata al 70%. Questa misura permette a Whirlpool di tener fede all’impegno, sottoscritto in sede ministeriale, di non procedere a licenziamenti unilaterali fino alla fine del 2018». Questa, del resto, era la promessa: non lasciare a casa nessuno, anche a fronte di 250 esuberi fra i “colletti bianchi”. Si tratta di uno strascico della fusione con Indesit, che ha creato sovrapposizioni e la necessità di sfoltire le ore lavorate di circa il 15 per cento. Nel frattempo vengono messe in atto tutte le iniziative anti-esubero, come gli incentivi all’esodo e gli scivoli pensionistici. Il sindacato ha firmato questo accordo, ma al contempo vigila sull’attuazione pratica: «La solidarietà è uno strumento che abbiamo voluto e che è prezioso per evitare i licenziamenti – premette Matteo Berardi della Fiom Cgil -. Ma l’abbiamo detto ai lavoratori in assemblea: bisogna attenersi rigorosamente all’orario di lavoro, spegnendo il pc il venerdì pomeriggio e non fermandosi mai fuori orario. Solo così dimostreremo non solo che il lavoro c’è ed è superiore alle forze oggi presenti, non solo che gli esuberi non ci sono, ma che addirittura bisognerà assumere nuovo personale per far fronte a tutti gli impegni. Vigileremo anche sull’eventuale utilizzo di consulenti esterni». Per Tiziano Franceschetti della Fim Cisl, «ci sarà una verifica trimestrale della solidarietà per valutare se il lavoro “girerà” anche con quattro ore in meno a settimana».

Le perplessità non mancano, come sottolinea Francesco Nicolia di Uilm: «In Italia fortunatamente abbiamo attivo questo strumento che ci consente di tamponare, è un segnale che comunque ci desta preoccupazione in quanto si sovrappone alle situazione vigente e già critica».