Contratti di rete, le aziende varesine sono tiepide

I contratti di rete tra imprese, che pur sembrano diffondersi con grande rapidità all’interno del tessuto produttivo italiano, continuano a non entusiasmare più di tanto le aziende della provincia di Varese. È vero, le ultime rilevazioni della Camera di Commercio di Milano basate su studi Unioncamere Lombardia e Infocamere descrivono una crescita delle adesioni nell’ultimo anno del 4%, ma il dato appare sintomatico di un atteggiamento piuttosto tiepido da parte di chi fa impresa nel Varesotto. Varesotto dove nel settembre scorso si contavano 86 contratti di rete (il 9,5% sul totale regionale) che coinvolgevano 151 imprese (il 5% sul totale lombardo). Nello stesso periodo, risultavano essere oltre 3 mila le imprese lombarde coinvolte in un contratto di rete, quasi 500 in più rispetto a oltre un anno fa (+19,7%). Queste imprese pesano il 15% del totale italiano, superiore alle 20 mila unità, e si concentrano soprattutto a Milano con il 33,7% (oltre mille) del totale regionale e una crescita del 16,4%.

Dopo le imprese milanesi troviamo quelle di Brescia (462 imprese), Bergamo (344), Lecco (250), Monza e Brianza (169), Como (152) e Varese. Manifatturiero (28%), attività professionali e scientifiche (15%), costruzioni (11%) commercio (9%) e agricoltura (7%) sono i principali settori a cui appartengono le imprese lombarde coinvolte. Da qualunque parte si approcci la materia, negli ultimi anni il contratto di rete ha avuto un impatto positivo e significativo sulla performance delle imprese che vi hanno aderito, in un contesto caratterizzato da una profonda recessione e da una consistente riduzione della base produttiva del Paese.

In generale, il vantaggio per chi è entrato nel gruppo non si è manifestato in un aumento del fatturato o dell’occupazione, bensì in un calo meno marcato di quanto sarebbe accaduto in assenza della collaborazione. In altri termini, il contratto di rete ha contribuito a difendere fatturato e occupazione durante la più grave crisi economica degli ultimi 60 anni.

Ora che la situazione economica sta fornendo incoraggianti segnali di inversione di tendenza, le messa in rete tra aziende per affrontare le sfide di un mercato sempre più globalizzato potrebbe rivelarsi, se non vincente, quantomai utile.