Conti bancari più ricchi Sono i soldi dall’estero

La Prealpina - 04/07/2017

Un’operazione su sei delle pratiche di Voluntary disclosure promosse in Lombardia sono state segnalate come sospette alla Banca d’Italia. Si tratta del rientro di 35 miliardi di euro emersi dai conti correnti esteri dei lombardi per cui, per ora, lo Stato ha incassato 2 miliardi di euro nella sola nostra regione. Non tutte le operazioni, però, sono state considerate pulite. Già perché, accanto a chi ha deciso di far emergere i risparmi del lavoro da frontalierato, nel calderone dei caveau elvetici, com’era prevedibile, c’è di tutto e di più.

E così emerge che il 15% delle operazioni riconducibili alla Lombardia è stato segnalato alla Banca d’Italia e, in testa alla classifica italiana, chiaramente vi sono le province di confine e quindi: Varese, Como e Verbano-Cusio-Ossola per la Svizzera, Imperia per la Francia e Rimini per San Marino.

Il dato varesino emerge dal Rapporto annuale dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, che si sofferma sulle segnalazioni di operazioni sospette. Si tratta di quei movimenti su cui devono vegliare intermediari finanziari, professionisti, revisori che devono portarle a conoscenza della Uif, mediante l’invio di una segnalazione. Tali operazioni sono quelle che «sanno, sospettano o hanno ragionevoli motivi per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio, di finanziamento del terrorismo o di proliferazione di armi di distruzione di massa».

Il sospetto può essere desunto da caratteristiche, entità, natura delle operazioni, tenuto conto anche della capacità economica o dell’attività svolta dai soggetti cui le operazioni sono riferite. Visto il periodo caldissimo legato al terrorismo in Europa e la perdurante caratteristica di Italia paradiso degli evasori, quest’attività diventa sempre più centrale.

Purtroppo, o per fortuna, secondo i dati sul 2016, le segnalazioni sospette si sono moltiplicate, passando dalle 67.000 del 2012 alle 101.000 dell’anno scorso, con la stragrande maggioranza che riguarda il riciclaggio, ma spaventa la crescita sui bonifici potenzialmente legati al terrorismo, passati in dodici mesi da 250 a oltre 600.

Essendo la Lombardia la capitale del capitale italiano, non vi è da stupirsi se la nostra regione sia nettamente in testa, col 25% delle operazioni sospette di tutta Italia. Anche qui, però, a lasciare a bocca aperta è l’incremento da un anno a quell’altro visto, che si è passati da 17.000 a 25.000 operazioni sospette segnalate.

Tornando infine ai valori nazionali, il “tesoro” su cui la Banca d’Italia ha acceso una lampada di accertamento vale 154 miliardi di euro (114 nel 2015), mentre la maggior parte di operazioni (50%) riguarda operazioni da 50.000 a 500.000 euro, realizzate per lo più attraverso contanti, bonifici nazionali o money transfer.