CONSIGLIO CAMERALE: INCONTRO MINISTRO POLETTI

Altra Testata - 28/10/2016

VARESEPRESS.INFO

Signor Ministro, gentili colleghe, egregi colleghi,

a poco meno di due anni del suo precedente incontro col nostro sistema economico – era il 5 novembre 2014 e c’era il mio collega Renato Scapolan – abbiamo il piacere e l’onore di avere di nuovo con noi il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, che ringraziamo per la sua disponibilità.

Nell’arco di questi ventiquattro mesi le nostre imprese e i loro collaboratori hanno tenacemente perseguito l’obiettivo della competitività.

Eppure anche a Varese, che pure conserva punte d’eccellenza e di innovazione tecnologica, la crisi scoppiata ormai otto anni or sono non lascia indenne un tessuto produttivo che pure, a lungo, aveva saputo trovare in se stesso la forza di reagire.

Oggi però la determinazione, le capacità e quella straordinaria voglia di far bene il proprio mestiere che sono, da sempre, i veri connotati dei nostri imprenditori e dei loro collaboratori non bastano!

In particolare, desta preoccupazione la situazione del mercato del lavoro.

Bastano poche cifre – elaborate dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio – per evidenziare le difficoltà cui accennavo.

Se nel 2008 il tasso di disoccupazione era a un fisiologico 3,5%, ora siamo al 9%. E la disoccupazione giovanile è passata dal 29,9% del 2014 al 32,1% dello scorso anno.

Una volta terminati gli sgravi contributivi, poi, in questo 2016 le assunzioni sono tornate a diminuire: nel periodo aprile-giugno 2016 si contano 23.883 nuovi contratti, quando per tutto il 2015 le assunzioni oscillavano tra le 26mila e le 29mila per trimestre.

Sono soprattutto i contratti stabili a diminuire: nel primo semestre del 2016, essi rappresentano il 15,2% del totale (erano il 19,8% lo scorso anno).

Su questo quadro, certamente poco confortante, s’innesta una peculiarità del nostro territorio: la vicinanza con la Svizzera.

Sono almeno 25mila i lavoratori varesini che ogni giorno oltrepassano il confine per portare le loro competenze e le loro capacità nelle imprese che operano al di là del confine.

Negli ultimi mesi, l’impressione è che sia ormai emerso un clima di minor tolleranza rispetto alla loro presenza nella Svizzera Italiana. Significativo è il recente esito positivo del referendum ticinese all’insegna dello slogan “Prima i Nostri”.

Un referendum che – ci dicono le autorità di Bellinzona – non ha nessuna ripercussione concreta sui nostri lavoratori. Almeno per il momento!

Le stesse trattative per il rinnovo degli accordi transfrontalieri in corso tra Roma e Berna presentano degli elementi di preoccupazione per questi nostri lavoratori e per i comuni di loro residenza.

Le ripetiamo quindi la richiesta di aiutarci, per quel che le compete, a porre la giusta attenzione sul fenomeno del Frontalierato, con le significative ripercussioni che comporta sul sistema economico varesino.

Un ultimo ma non meno rilevante passaggio lo voglio dedicare a un tema cui, come Consiglio della Camera di Commercio di Varese, attribuiamo grandissima importanza: quello delle attività a supporto del mercato del lavoro

Alternanza scuola/lavoro; orientamento e placement; incontro domanda/offerta di lavoro: queste le funzioni che la riforma del sistema camerale, se sarà confermato il testo del decreto approvato in prima battuta dal CdM lo scorso 25 agosto, ha rafforzato in capo alle Camere di Commercio.

In particolare, la collaborazione tra sistema imprenditoriale e mondo della scuola è l’elemento cardine per rendere fluido e sempre più adeguato alle esigenze della società contemporanea il passaggio dei nostri giovani dalla formazione all’occupazione (ben sapendo che, oggi più che mai, dobbiamo porre attenzione anche al tema della formazione continua…).

Come Camera di Commercio di Varese – glielo assicuro, signor Ministro – siamo già da tempo pienamente operativi e il decreto di riforma darebbe nuova linfa al nostro operare su questi temi. Alcuni importanti nuovi progetti stanno per avviarsi. Sarà nostra cura portarli alla sua attenzione non appena (e sarà presto!) si concretizzeranno.

Questo auspicando che la riforma, che ha già introdotto misure di razionalizzazione a vantaggio del sistema imprenditoriale, salvaguardi quell’operatività efficace ed efficiente che da sempre ci contraddistingue, così da poter vincere queste nuove sfide.

Grazie per l’attenzione