Consiglio camerale Attesa per le nomine

La Prealpina - 30/10/2017

Il nuovo anno inizierà con un nuovo presidente della Camera di Commercio? L’interrogativo, che potrebbe sembrare retorico, in verità ha un suo fondamento, visti i tempi estremamente lunghi per il rinnovo del consiglio camerale. Sono passati ormai 30 giorni dalla scadenza naturale delle nomine dei membri del consiglio, ma tutto resta fermo. La legge, naturalmente, lo consente, dal momento che in termini ufficiali si chiama “prorogratio”. Il che significa che i componenti del direttivo camerale restano al loro posto con una sorta di proroga ad interim. Il loro incarico decade nel momento in cui negli uffici di piazza Montegrappa e in quelli delle associazioni di categoria, arrivano dalla Regione le nomine ufficiali dei nuovi membri.

Il nodo sta proprio lì, a Palazzo Lombardia. E’ lì che si è arenata la pratica di rinnovo. Le associazioni varesine, infatti, hanno mandato secondo i termini previsti dalla legge, i nominativi delle persone che vorrebbero veder sedute ai piani alti di Piazza Montegrappa. Sta ai funzionari regionali verificare che le persone indicate rispondano ai requisiti richiesti e, di conseguenza, dare il via libera alla nomina.

Ma, a distanza di oltre due mesi dalle indicazioni locali, ancora nessuna risposta e nessun via libera. Tanto più che deve essere lo stesso presidente della Regione Roberto Maroni a firmare il decreto di nomina. Se è vero che, al rientro dalle vacanze, si poteva pensare che i ritardi fossero da imputare alla riforma delle Camere di Commercio e alla riorganizzazione degli enti in Lombardia, una volta sbrogliata quella matassa, pareva logico che le nomine giungessero nel giro di pochi giorni.

Invece, a distanza di un mese dalla scadenza di mandato, ancora nulla. E’ chiaro che le verifiche da parte dei funzionari milanesi, anche in virtù delle nuove norme vigenti, devono essere scrupolose. Ed è altrettanto evidente che, con tutta probabilità, anche le associazioni locali abbiano optato per futuri consiglieri – per così dire – di nuova generazione, al loro primo incarico nell’ente. E’ come se le associazioni di riferimento del mondo produttivo varesino volessero dar vita a un nuovo corso dell’ente. I curricula e le esperienze professionali da controllare sono 25: 22 espressione del mondo produttivo, una del mondo delle professioni, una delle organizzazioni sindacali e una terza del mondo dei consumatori.

Una cosa è certa: i tempi si allungano ulteriormente. Una volta ricevute le nomine, ci sarà la convocazione del primo consiglio con il relativo insediamento. In seguito, l’elezione del nuovo presidente. Forse l’attesa facilita il lavoro delle diplomazie.