Confcooperative Insubria – «L’ottimismo è finito»

La Prealpina - 22/06/2022

Essere davvero capaci di «dare una mano», costruire coesione sociale e legami di comunità, generare prospettive per le persone in tema di lavoro, produrre reddito, costruire ricchezza. Dopo la pandemia e, ancor più, dentro questa crisi gravissima, è questa la sfida con cui si trova a confrontarsi Confcooperative Insubria, i cui soci si ritroveranno in assemblea venerdì a Como, presso l’ex Tintostamperia.

«Torniamo ad incontrarci dopo quasi due anni dal rinnovo cariche del luglio 2020 a Varese. Siamo sostanzialmente a metà del mandato quadriennale che le cooperative hanno affidato agli Organi dell’Unione – spiega il presidente Mauro Frangi. – E’ quindi tempo di condividere i programmi per il prossimo futuro, dentro una stagione che un anno fa immaginavamo di ripresa rapida e veloce dopo la pandemia e che invece si sta rivelando forse ancora più carica di problemi e di difficoltà». La situazione è difatti molto delicata. «L’incertezza e le preoccupazioni sul futuro – evidenzia Frangi – hanno preso il posto dell’ottimismo che anche tra le imprese cooperative registravamo a fine 2021. Le pressioni inflazionistiche, l’esplosione dei costi energetici e poi la guerra con tutto il suo carico di conseguenze, stanno facendo sentire i loro effetti negativi sulla domanda e sulla crescita». Insomma, uno scenario complicato, con le contraddizioni del nostro sistema economico e sociale che mettono di fronte a paradossi inediti. « Il Covid – precisa ancora il presidente di Confcooperative Insubria – ci ha lasciato alle spalle un debito pubblico enorme e sempre meno sostenibile e, nel contempo, se guardiamo ai bisogni delle famiglie e delle imprese la domanda di sussidi, ristori, interventi è crescente e diffusa. Il lavoro e l’occupazione continuano ad essere il principale problema per molti, cresce il numero di chi, anche con un lavoro, è povero e, nel contempo, le imprese non trovano la manodopera di cui avrebbero bisogno. Non solo per i lavori più umili o manuali. Non si trovano più infermieri, educatori, operatori socio sanitari. Poi, il grande tema dell’esplosione delle disuguaglianze, che non riguarda solo l’aspetto economico, del reddito disponibile ma che attraversa tutti gli ambiti della nostra vita civile. Basti pensare alle profonde disuguaglianze di opportunità e di condizione di vita che anche in una provincia ricca come la nostra passano tra il vivere in città e farlo in uno dei tanti piccoli paesi del nostro territorio, tra la Brianza connessa alla metropoli e ai grandi flussi che questa offre e un paese dell’Alto Lago o di una delle nostre valli».

La sfida è dunque ambiziosa: «Essere all’altezza, con le nostre imprese e le loro iniziative, dei bisogni delle persone e delle comunità in questa fase difficilissima. Per questo – sottolinea Frangi – il tema che abbiamo scelto per l’Assemblea 2022 è “Rigenerazioni”: perché non basta aggiustare il modello ai margini, fare delle manutenzioni; quello che stiamo vivendo non è un banale “pit stop” al termine del quale tutto tornerà come prima. Al contrario, serve proprio una rigenerazione profonda, un vero e proprio cambio di paradigma».