Concordato in continuità Mv Agusta non vuole mollare

La Provincia Varese - 23/03/2016

Una richiesta di concordato in continuità per permettere ad Mv Agusta di riprendersi da questo momento difficile. È la soluzione all’attuale grave crisi di liquidità che Giovanni Castiglioni, patron dell’azienda motociclistica ha prospettato ai sindacati Fim Cisl dei Laghi e Fiom Cgil Varese. «Mv Agusta – afferma in una nota l’azienda – ha deciso di preservare il suo valore, i suoi dipendenti e i suoi creditori, richiedendo l’ammissione al concordato in continuità, che permetterà alla società di potersi ristrutturare e generare flussi positivi al servizio della crescita e dei proprio stakeholders». Nessun aumento di capitale quindi e rapporti di forza immutati con il partner di minoranza Amg Mercedes che resta al 25%. «Mv Agusta – prosegue il comunicato – è una società con potenziale straordinario così come ha dimostrato il trend degli ultimi cinque anni, figli di una crescita da 30 a 100 milioni di fatturato, di un’unicità nel proprio prodotto e soprattutto di un’italianità da proteggere; è un’azienda in pieno sviluppo, forte di un portafoglio ordini 2016 e di un backorder generato da nuovi modelli che segna un + 42% rispetto all’anno precedente, nonché dell’incremento del retail, a marzo, del + 36% rispetto al 2015». L’unico problema da risolvere insomma, è quello della mancanza di liquidità e del pagamento dei debiti nei confronti non delle banche ma dei fornitori, circostanza che di fatto sta bloccando la produzione. Il concordato in continuità dovrà essere accettato dai creditori che si dovranno esprimere entro 90 giorni; nel frattempo i dipendenti resteranno in cassa integrazione ordinaria, chi a zero ore e chi per uno e due giorni a settimana. «Con il coinvolgimento attivo di tutti i propri collaboratori e dei professionisti incaricati – continua la nota di Mv Agusta – l’azienda ha già identificato le linee guida di un percorso volto al consolidamento e al rafforzamento dei valori aziendali, nonché alla tutela dei propri stakeholders». L’azienda della Schiranna guarda al proprio futuro con fiducia. «Siamo convinti – conclude il comunicato – che la nostra azienda recupererà la forma migliore per ottenere risultati economici, tali da soddisfare le aspettative dei nostri dipendenti e dei creditori». Critici e preoccupati i sindacati, che ieri dopo l’incontro con Castiglioni hanno organizzato un’assemblea sindacale. «L’azienda tende a tranquillizzare ma la situazione è delicata e da tenere sotto occhio – commenta Flavio Cervellino (Fim Cisl dei Laghi) – ci sono molti elementi di incertezza a partire dal fatto se il concordato verrà accettato o meno dai creditori». Non cambia nemmeno l’assetto societario, dopo le tensioni tra Castiglioni e i partner di minoranza di Mercedes. «La situazione è preoccupante – afferma Nino Cartosio (Fiom Cgil Varese – la richiesta di concordato certifica la non sostenibilità del debito nei confronti dei fornitori e la difficoltà della situazione; la ricapitalizzazione non c’è, nonostante fosse stata garantita a gennaio». Un cambio di strategia che preoccupa i sindacati. «Non siamo entrati nel merito dei numeri del bilancio 2015 – conclude Cartosio – sappiamo che ci saranno risparmi sul settore corse e in ricerca e sviluppo; l’anno scorso, l’azienda aveva annunciato 15mila moto all’anno che adesso sono diventate settemila»