Con la primavera sbocciano gli stagionali

Nella riviera romagnola il lavoro stagionale è tutto a base di mare e turismo. Bagnini, baristi, personale per alberghi e hotel. Solo a Rimini, secondo le ultime stime, l’offerta tocca le 10.000 unità. Un “esercito” di lavoratori, soprattutto giovani, che da qui all’autunno non avrà un attimo di tregua; ne avrà poi tanta, forse troppa, nei mesi successivi. All’ombra delle Prealpi, l’occupazione stagionale vede sotto i riflettori anche, soprattutto il settore agricolo e quello florovivaistico. Raccolta e potatura sono le parole d’ordine.

Ma sono tanti i chiamati? È uno strumento, quello del lavoro stagionale (che in realtà qui, nell’agricoltura, si declina nel lavoro cosiddetto avventizio) diffuso? «La flessibilità per noi è fondamentale» spiega Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese. Largo dunque al lavoro a chiamata. Che – va precisato – ha regole e una normativa puntuale: un minimo di giornate durante il periodo e un minimo di ore a giornata. Quello che insomma è garantito agli stagionali delle località di vacanza. La retribuzione è pari o superiore a quella del contratto a tempo determinato.

Sempre stando in tema di confronto con i lavoratori stagionali di Rimini, per i quali l’offerta sembra essere più elevata rispetto alla domanda, viene da chiedersi se l’agricoltura varesina incontri l’interesse dei giovani. «Direi proprio di sì – risponde Fiori -. L’agricoltura oggi è al passo con l’innovazione e la produzione, non è più vista quindi come un settore vecchio e di cui vantarsi poco». Tornando al carattere stagionale di molte, se non tutte le attività, il periodo clou va appunto da aprile a ottobre. E serve manodopera. Le opportunità sono numerose. Anche in Lombardia, anche in provincia di Varese. E il contratto tipico è quello del lavoro stagionale, declinato – come detto – in lavoro avventizio quando si tratta di attività agricole.

A livello nazionale, l’occupazione stagionale è in crescita nei primi mesi dell’anno rispetto al 2018. I dati sono stati forniti proprio in questi giorni dall’Osservatorio dell’Inps sul precariato. Eccoli: a gennaio, le assunzioni stagionali sono state 22.763 (21.737 un anno fa), a febbraio 17.725 (18.226 nel 2018); la somma del bimestre 40.488 è superiore a quello dell’inizio 2018 (39.963).

Lo scorso anno, il mese che ha fatto registrare più assunzioni con contratto stagionale è stato giugno: 133.927. Febbraio il meno prolifico.