Con la Liuc provincia più ricca

La Prealpina - 20/10/2016

Può un territorio come la provincia di Varese diventare più ricco grazie alla presenza di un’università privata come la Liuc? La risposta è affermativa e non è solo una sensazione. Ci sono i numeri a certificarlo e cifre che parlano da sole. L’ateneo di Castellanza, infatti, ogni anno genera per il territorio oltre cento milioni di euro di valore aggiunto e garantisce un posto di lavoro a 1.400 persone. I due elementi, che già da soli dimostrano ampiamente la spinta all’economia locale data dall’università, sono stati snocciolati ieri proprio a Castellanza, durante la presentazione di una ricerca condotta daAndrea Venegoni, ricercatore del centro per lo sviluppo del territorio (Cerst) della Liuc, con la supervisione di Massimiliano Serati, direttore del Cerst, e il sostegno di Ubi Banca Popolare di Bergamo, rappresentata dal presidente Giorgio Frigeri. Numerosi gli ospiti presenti, accolti dal presidente dell’ateneo Michele Graglia.

«La prima domanda che ci siamo posti – ha spiegato Serati – è quale impatto economico possa avere l’azienda Liuc sul territorio, quale sia l’indotto generato. E il risultato sono cento milioni di euro di valore aggiunto. L’ateneo da solo ha un fatturato di 20 milioni di euro. Poi ci sono tutte le attività collegate: i bar, i punti di ristoro, i centri sportivi, le strutture di divertimento, il mercato immobiliare dell’area. La Liuc genera un effetto catalittico di attivazione imprenditoriale».

Non basta. I valori positivi si ritrovano anche sul fronte dei laureati. «Ci siamo chiesti se siano competitivi rispetto ai colleghi di altre università», sottolinea Serati. E i numeri dicono di sì. Il fattore determinante è l’occupazione. Soltanto il 3,2% resta senza lavoro dopo la laurea, a fronte dell’8,2% nazionale. L’ingresso nel mondo del lavoro avviene a 4,7 mesi di distanza dal conseguimento del titolo e le prospettive di reddito sono più alte.

Ma non basta. L’ingresso dei laureati Liuc nel mondo del lavoro genera benefici anche a livello regionale, superiori a quelli generati mediamente a livello nazionale. A un anno dalla laurea, cento ex studenti Liuc generano un circuito economico che contribuisce a un incremento del prodotto interno lordo lombardo per oltre 18 milioni di euro e a una crescita dei consumi che sfiora i 14 milioni di euro. Investimenti ed esportazioni registrano un aumento intorno ai sei milioni di euro.

«I risultati di questa ricerca – sottolinea Serati – raccontano la bontà delle scelte iniziali fatte al momento della fondazione di questa università, che vuole essere di servizio alle imprese e radicata sul territorio. Abbiamo raccolto stimoli, affinato il progetto ed ora è chiaro che questo modello oggi è vincente. Tra l’altro, è un modello ancora anomalo in Italia, ma all’estero è molto diffuso. La formazione universitaria funziona se è collegata a chi produce Pil, a chi contribuisce in prima persona a far crescere il sistema».