Con il caro prezzi consumi a rischio

La Prealpina - 05/01/2022

Milano Cresce la percezione che l’aumento dei prezzi sia strutturale e di lunga durata. A certificarlo è l’80% degli italiani, mentre solo una percentuale pari al 21%, lo ritiene un fenomeno passeggero. Il 94% pensa che avrà delle conseguenze importanti anche sui prezzi dei beni di consumo. Il 37,2% ha già sperimentato il caro prezzi mentre il 52,3% si dice preoccupato per i prossimi mesi. Questa la fotografia mensile del Termometro Innovation Team-Cerved per Confimprese sui consumatori scattata nel periodo festivo.

«Il timore per la spinta inflazionistica insieme al dilagare della variante Omicron si sta ripercuotendo in modo preoccupante sulle intenzioni di acquisto delle famiglie italiane – spiega Mario Maiocchi, consigliere delegato Confimprese -. L’aumento dei prezzi e la situazione pandemica fanno temere per i potenziali effetti depressivi sui consumi, mettendo in dubbio l’effettivo recupero del 2022. Se la metà degli italiani ritiene che dovrà ridurre gli acquisti, un terzo potrebbe optare invece per l’online, con la conseguenza che a farne le spese maggiori sono i negozi fisici». Il quadro di incertezza generale, secondo quanto rileva Confimprese, si ripercuote anche sull’avvio dei saldi invernali. Solo il 27,8% degli italiani dichiara di approfittarne, ma la metà è ancora indecisa e lega la decisione alle offerte presenti al momento dell’acquisto. Il 18,9% è certo che non farà acquisti. La spesa prevista è di 248 euro a nucleo familiare, in crescita del 32,6% rispetto ai saldi invernali 2021, ma ancora molto inferiore al 2020. Abbigliamento e accessori le categorie merceologiche su cui si concentreranno le spese del 68,3% delle famiglie, seguono i prodotti per la casa per l’arredo e il beauty. I centri commerciali sono il canale principale per i saldi, citato dal 41,2% delle famiglie.