Con il Bridge, hotel in pista

«Noi siamo pronti per la chiusura dell’aeroporto di Linate». I vertici Sea lo ripetono da settimane, anche perchè la macchina organizzativa è partita da mesi. Certo, qualche dubbio resta soprattutto sulla viabilità di accesso all’aeroporto di Malpensa. Ma di sicuro la sensazione è che i tre mesi in cui il Forlanini resterà chiuso per la burghiera significheranno innanzi tutto crescita e sviluppo. Ad esserne convinti sono i titolari degli alberghi disseminati intorno a Malpensa. Per loro i benefici cominciano già a vedersi. Sì perchè sono diverse le compagnie che hanno già preso accordi con gli albergatori in modo da garantire un alloggio ai loro equipaggi.

«Sì devo dire che per noi i primi benefici si vedono – commenta Frederick Venturi, presidente di Federalberghi Varese – Alcune compagnie devono trasferire gli equipaggi che alloggeranno nei nostri hotel. È evidente che ci aspettiamo risvolti positivi».

In fondo, per chi ha una attività di ospitalità nelle vicinanze dell’aeroporto, si tratta di tornare poco più di dieci anni fa, prima della grande figa di Alitalia. «Per noi saranno tre mesi molto interessanti – continua il numero uno degli albergatori varesini – perchè di fatto l’aeroporto sarà quello per cui è nato e che dovrà diventare in futuro. Per noi sarà come una grande prova generale che siamo perfettamente in grado di affrontare e che ci auguriamo sia soltanto l’inizio di una crescita ulteriore». Del resto, che Malpensa ormai voli da sola è sotto gli occhi di tutti. La crescita è continua e «Sea ha fatto un gran lavoro su questo fronte», sottolinea Venturi. tanto più che, se in una prima fase il segno più era garantito dalle low cost e dai voli a corto raggio, «oggi invece si sta riaprendo il lungo raggio – spiega Venturi – che è quello che genera maggior sviluppo».
C’è un solo grosso punto interrogativo, che si chiama Airbnb. «Questa nuova modalità di alloggio ci preoccupa sempre – sottolinea il presidente di Federalberghi – anche perchè in zona aeroporto ci sono più di cento stanze affittate con questa modalità. Il che significa che è come se in questi anni avessero aperto uno o due alberghi di ampie dimensioni. Speriamo che questa presenza non sia di ostacolo al recupero che abbiamo intrapreso nell’ultimo periodo, dopo anni veramente difficili».