Con Aime in Serbia per riprendersi la Russia

La Prealpina - 01/03/2016

Secondo l’Istat, il gelo con la Russia costa 3,7 miliardi di euro l’anno. E, una buona fetta del denaro finito in fumo, è del Varesotto. Ecco perché è interessante il canale aperto da Aime Varese con la Vojvodina, regione della Serbia, dove con Mosca non esiste l’embargo e non ci sono dazi doganali. La collaborazione con la Lombardia slava, visto che la Vojvodina è l’area balcanica più produttiva, è iniziata a dicembre quando un viaggio di Gianni Lucchina, segretario dell’Associazione imprenditori europei, ha permesso di aprire un ufficio nella Camera di commercio di Novisad. Ieri, invece, è toccato a una delegazione serba incontrare il Varesotto: in mattinata al Comune di Busto Arsizio con il sindaco Gigi Farioli, l’assessore regionale al dopo Expo Francesca Brianza e alcuni rappresentanti dell’istituto Antonioni e del Duc. Nel pomeriggio, a Villa Recalcati, c’erano il sindaco di Varese Attilio Fontana, il deputato Angelo Senaldi (Pd), vice-presidente della commissione Attività produttive, Gunnar Vincenzi, presidente della provincia, una ventina di imprenditori e i vertici di Aime: «Sia chiaro – ha affermato Lucchina -. Non siamo promuovendo la delocalizzazione, ma i rapporti affinché delle aziende varesine che vogliono investire lì, possano avere un’agevolazione nell’internazionalizzarsi, soprattutto perché da quella regione si può esportare in Russia, Stati Uniti e Azerbaigian senza dazi o troppi intoppi burocratici». Basta che il 50,1% del prodotto sia made in Serbi. «Vogliamo intensificare i rapporti commerciali – ha sottolineato il presidente Armando De Falco – e promuovere condizioni di vantaggio per i processi di internazionalizzazione delle nostre imprese associate e non solo. I settori pi interessati sono l’agro-alimentare, il tessile, il metalmeccanico e la chimica». Ma soprattutto sul Danubio vi è un clima imprenditoriale vicino alla vivacità varesina: «Nel nostro territorio – ha affermato Miroslav Vasin, vicepresidente della provincia autonoma di Vojvodina – operano già 39 aziende italiane per più di 8000 lavoratori e per un investimento di circa 7 miliardi di euro».