Como-Lecco Camera di commercio unica «Io vedo bene Galimberti»

Altra Testata - 03/12/2018

Il suo nome era stato indicato per guidare la nuova Camera di commercio unica, ma Andrea Camesasca aveva subito detto no. Oggi l’albergatore e consigliere di Confcommercio Como, che tanto lavora insieme a Lecco, vede favorevolmente i due nomi comaschi in lizza. Ma se Angelo Majocchi (ancora in fase di riflessione) e Marco Galimberti sono da lui ugualmente ritenuti in gamba, spezza una lancia a favore del secondo.

«Sono due personaggi validi, entrambi – precisa Camesasca – Niente da dire. Tuttavia di Marco Galimberti ho visto la crescita proprio in ambito camerale».

Attualmente Galimberti è vicepresidente dell’ente di Como, oltre che presidente di Confartigianato provinciale. «Di lui ho potuto constatare – spiega ancora Camesasca – l’equilibrio, la conoscenza e l’impegno. Ha trovato la capacità di rappresentare non soltanto una categoria, ma anche una visione del territorio». Una virtù, in una fase di transizione come questa. Como e Lecco non si uniscono per un’intesa sbocciata negli scorsi anni, nonostante i diversi casi di collaborazione, bensì per il riordino delle Camere deciso dal governo Renzi.

Ecco ciò che riconosce Camesasca a Galimberti: «Una crescita significativa di visione strategica. Avendo condiviso con lui questo percorso, l’ho vista e credo che ci voglia un’esperienza da cui partire. Lui ha queste conoscenze, questa capacità e sono convinto che possa fare bene. Perché ci vuole una fusione seria, democratica, ecumenica».

I due territori hanno un impegno importante davanti: «Non si tratta di Como più Lecco. Questo è uno dei casi in cui uno più uno fa tre. Come le presenze turistiche a Como (3.200.000) e a Lecco (600mila) sommate devono fare cinque milioni».

Niente da ridire anche sul nome emerso finora dal fronte lecchese, il presidente uscente Daniele Riva. «Una persona equilibrata – commenta – In ogni caso io penso ai progetti. Mi interessa una visione che sia al di sopra della villa comasca o del centro di ricerca lecchese. Qualcuno che si occupasse delle terre di mezzo. E dell’economia del futuro, perché questo è il compito della futura Camera. Abbiamo bisogno di nuove economie e centri formativi di materie evolute».

Intanto domani il Tavolo per la competitività e lo sviluppo dell’ente comasco parlerà proprio anche del piano della nuova realtà che partirà a gennaio.