Colpiti ma non affondati

La Prealpina - 03/01/2021

Una fotografia puntuale della crisi che permetterà di valutare in futuro anche la risalita basandosi su dati oggettivi in diversi settori: dalla congiuntura ai consumi elettrici, dal turismo alla mobilità, dal mercato del lavoro al credito. È il Monitor della ripresa, messo a punto dall’Ufficio studi e statistica della Camera di commercio varesina, che fa il “medico dell’economia” con questo dossier di monitoraggio. Lo strumento, consultabile sul sito www.osserva-varese.it, consente di avere dei riferimenti quali-quantitativi sull’impatto provocato dall’emergenza sanitaria sull’economia del territorio nell’anno appena concluso. «Inoltre, l’aggiornamento nel tempo di tutti gli indicatori consentirà di seguire costantemente il progredire della ripresa – dicono i responsabili del progetto -. Per avere informazioni sempre aggiornate metteremo una versione in progress, che è la più recente, a mano a mano che saranno disponibili nuovi dati».

La prima analisi è quella delle imprese iscritte: il blocco economico di aprile si traduce in un calo vistoso, con ripresa a maggio, persino incrementi a luglio, agosto e settembre. Segno che gli ammortizzatori sociali sono riusciti per ora ad arginare fallimenti e chiusure, anche se a ottobre e novembre il calo di iscrizioni è di nuovo netto. Sulla congiuntura produttiva, in base a un campione di 330 imprese industriali e artigiane, il primo trimestre ha visto un calo del 9% e dell’11%. Nel secondo la caduta è più profonda (-23% e -24%). Lo dimostrano anche i consumi elettrici: l’andamento in 8 regioni del Nord registra una riduzione del 12% a marzo, del 20% ad aprile, del 14% a maggio e del 15% a giugno, dell’8% a luglio e del 2% a novembre. Il dato si riferisce nell’insieme al consumo domestico (circa il 20%), industriale (50%) e terziario (30%), ma il crollo dimostra lo stop sia dei macchinari, sia delle presenze in azienda a causa della maggior permanenza in casa da smartworking.

Sul mercato del lavoro, pur in un quadro negativo per il lockdown fra marzo e maggio, emerge che il vuoto occupazionale viene subito recuperato, con velocità di reazione netta. Turismo e voli vedono nero dopo un 2019 positivo, con picchi negativi vicini alla totalità ad aprile, una ripresa estiva e un nuovo allentamento da settembre, in parte già fisiologico. Ne esce dunque il ritratto di una terra colpita ma non affondata, con depositi bancari in crescita e una tenuta occupazionale grazie agli aiuti pubblici.