Col giocodi squadra si potrà illuminare il futuro

La Prealpina - 16/04/2016

Giove Pluvio è pronto a schierarsi dalla parte di chi, incredibilmente, si ostina a fare spallucce. Sottovalutando, per ignoranza o supponenza, quanto il canottaggio sia un patrimonio straordinario per il territorio.

Il temporale annunciato per domani pomeriggio impone una drastica revisione del programma ma nemmeno il cielo plumbeo sottrae fascino alla prova di Coppa del Mondo che, oltretutto, regala emozioni proprio con le figlie del lago, con Sara Bertolasi e Federica Cesarini che fanno svettare l’azzurro dell’Italia.

Purtroppo, il ciclo dei grandi eventi remieri alla Schiranna sta per giungere al suo tramonto, perché – per la prima volta dal 2011 – nessun’altra kermesse internazionale è al momento prevista per i prossimi anni dopo aver lasciato cadere l’ipotesi della candidatura per la World Master Regatta del 2019.

Nel 2017, se la Federcanottaggio di Giuseppe Abbagnale confermerà quanto dichiarato dal vicepresidente Davide Tizzano nel corso della presentazione ufficiale a Palazzo Lombardia, Varese dovrebbe ospitare un campionato italiano (si spera quello assoluto), mentre per il dopo 2020 si vedrà.

Di sicuro, dopo lo scivolone dell’altra mattina (quando si è distratta l’attenzione dall’evento più importante dell’anno per presentare una kermesse in calendario per fine settembre), un ruolo cruciale l’avra proprio la Varese Sport Commission, emanazione diretta della Camera di Commercio che già garantisce un importante apporto economico al Comitato organizzatore degli eventi remieri. Perché il canottaggio, con l’indotto che garantisce costantemente nel corso di ogni anno, incarna la mission stessa di quella commissione che Mauro Temperelli, segretario generale della Camera di Commercio, definisce giustamente «un bene collettivo che non deve sostituirsi agli organizzatori ma integrarsi con loro cercando di comunicare al meglio, soprattutto fuori dal territorio, per attrarre eventi e turisti, compattando l’offerta e i calendari». Temperelli, uomo chiave per la nascita della Varese Sport Commission, ha le idee chiare: «Sarebbe bello se una volta tanto in questo territorio si facesse un passo indietro a livello di singoli e due avanti a livello di sistema, centellinando la presenza personale e cercando di favorire il gioco di squadra. Varese dovrebbe investire di più su accoglienza e alberghi attraendo sport e sportivi da tutto il mondo. E pure intercettare forme di turismo sportivo che non costino troppo al sistema pubblico. È un lavoro che può produrre risultati ma con il tempo».

La contea dei laghi saprà cogliere questa chance? Provarci è un dovere.