Cittiglio – Cemento e salute Dati rassicuranti

 La preoccupazione è tanta e del tutto legittima: quanto incide la presenza del cementificio Colacem di Caravate sulla salute delle popolazioni circostanti? Domanda vecchia di decenni, ma sempre attuale, a cui cerca di fornire una risposta l’Unità ospedaliera di Epidemiologia dell’Ats Insubria attraverso una prima mappa che sembra essere in sostanza positiva.

«Negli anni 2014-17 – si legge nel documento accessibile liberamente anche attraverso il sito internet del Comune -, la prevalenza ospedaliera di malattie respiratorie e cardiovascolari è un po’ più alta in pochi Comuni, tra cui Brebbia e Brenta», così come «una prevalenza un po’ alta per tumori si osserva a Monvalle, Brebbia e Cittiglio. La mappa osservati/attesi mostra valori non significativi in tutti i Comuni, tranne Brebbia per le malattie cardiovascolari». In particolare, Ats indica una contrazione del 5 per cento di ricoverati per malattie respiratorie, del 3 per cento di ricoverati per malattie cardiovascolari e del 4 per cento per tumori maligni. In termini assoluti sono 28 ricoverati in meno nel primo caso, 26 nel secondo e 14 nel terzo.

«Le conclusioni di questo aggiornamento dei dati – prosegue il documento firmato dalla direzione sanitaria dell’Ats -, nonostante lievi diversità metodologiche, non sono nella sostanza diverse da quelle rilevate negli anni 2009-13». Si può dunque stare tranquilli, nel senso che l’attività di Colacem non incide sulla salute degli abitanti? Qualche dubbio rimane. Lo «studio ecologico riguardante i Comuni nell’arco di 5 chilometri dal cementificio» risulta essere infatti «utile per la valutazione di contesto e d’impatto: studi di altro tipo sono più indicati per mostrare l’associazione tra esposizione e danno di salute, ma sono anche più dispendiosi e lunghi. La valutazione dell’esposizione ambientale spetta ad Arpa, che va coinvolta soprattutto per misurare esposizioni specifiche necessarie per studi ad hoc». Servirebbero, insomma, ulteriori ricerche. Ats risponde ai problemi ambientali solo attraverso il Psal (Struttura di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro), «monitorando i luoghi di lavoro e i lavoratori, che di solito hanno esposizioni a dosi più elevate» e l’Epidemiologia, «che sorveglia l’andamento delle malattie (ricoveri, tumori, mortalità)». Quali conclusioni trarre? Il vicesindaco Giuseppe Galliani, che ha seguito la vicenda sin dalle prime battute, si mostra prudente: «Nel complesso i dati sono confortanti. Rimane però un fatto: non esistono sul territorio centraline di rilevamento a terra dell’inquinamento atmosferico che potrebbero intercettare altri tipi di inquinanti. Il Comitato ambientalista della zona ha concordato con Colacem la loro installazione che servirebbe anche per controllare altre attività industriali».