Cittadini digitali, gli ingegneri indicano la via

Tessere, password, username, pin. E poi: firme digitali, pec, puk. È il futuro. Già perché l’obiettivo del 2020, praticamente dietro l’angolo, è quello per cui qualsiasi interazione con la Pubblica amministrazione dovrà essere in forma digitale. E si dovrà adeguare pure il pensionato che fatica a trovare il pulsante per accendere il computer, o la casalinga che scambia il modem per il decoder della tv. Possibile che il 2020 sia un orizzonte verosimile quando ancora oggi, in molti casi, appena ci si deve relazionare con Comuni, Province e Regioni, si viene sommersi dalle carte e dalle richieste di adempimenti fotocopia? Chissà. Nel frattempo, per prepararsi all’epoca delle “scartoffie zero”, l’Ordine degli ingegneri ha presentato ieri (foto Blitz) l’evento “Orizzonte 2020: costruiamo la cittadinanza digitale”, in programma domani, alle ore 19 in Camera di commercio.

All’introduzione di Roberta Besozzi, presidente dell’Ordine, seguirà un dibattito con Paolo Coppola, membro del comitato d’indirizzo dell’agenzia per l’Italia digitale, Alessandra Arcese, responsabile delle relazioni istituzionali dell’assessorato Roma semplice e Andrea Caccia, esperto di digitalizzazione e standard. «Abbiamo pensato a un convegno – ha spiegato Besozzi, annunciando la tavola rotonda – rivolto ai cittadini e alle amministrazioni pubbliche e non solo ai tecnici, perché il nostro intento è di far conoscere le opportunità e gli scenari futuri di questo mondo, da internet alle tecnologie digitali, fra l’altro sottoposti a una continua evoluzione».

«In tal senso – ha detto Pietro Vassalli, moderatore dell’incontro collegato ieri in videoconferenza da Lisbona – si sta cercando di lavorare aiutando gli anziani e chi è più in difficoltà con questi strumenti, creando delle modalità di utilizzazione più semplici. I vantaggi sono indubbi: pensate ai disabili che, anziché andare a uno sportello pubblico, può sbrigare tutte le pratiche da casa».