Cimmino è la numero due CONFINDUSTRIA Lady Yamamay prima donna del territorio alla vicepresidenza

In passato ci sono state altre donne di diversi territori sulla seconda poltrona di Confindustria, ma mai una legata alla provincia di Varese. La prima della storia è lei, Barbara Cimmino, 54 anni, “lady Yamamay”, co-fondatrice del famoso brand di intimo e moda mare nato nel 2001 e con sede a Gallarate.

Prima, dalla terra dei laghi erano emersi solo uomini: Marino Vago (delega all’organizzazione), negli ultimi 8 anni Giovanni Brugnoli (education e capitale umano), Giorgio Fossa, unico varesino numero uno nazionale.

Napoletana d’origine, l’imprenditrice è uno dei vicepresidenti designati dal numero uno Emanuele Orsini, anch’egli designato per il dopo Carlo Bonomi, perché bisogna attendere l’assemblea generale del 23 maggio.

Nomine e discrezione I giochi sono fatti, ma vige il riserbo tipico degli Industriali, per cui anche i numeri due evitano dichiarazioni a mezzo stampa, in attesa del sigillo finale. Nella squadra che affiancherà il numero uno fino al 2028 (approvata ieri dal consiglio generale con l’84% dei voti) figurano dieci vicepresidenti eletti, tre di diritto, cinque delegati del presidente su singoli temi, tre special advisor. Fra gli eletti c’è Cimmino, con un’investitura mirata su export e attrazione degli investimenti.

Comprensibile la soddisfazione della “sua” Confindustria, come sottolinea il presidente provinciale Roberto Grassi: «Ma non è solo questione di vanto territoriale. Il curriculum di Barbara parla per lei: co-fondatrice di Yamamay con un forte impegno nell’innovazione, nella sostenibilità e nell’implementazione delle pratiche Esg nel settore moda e del retail; vicepresidente di Confindustria Varese e prima ancora presidente del nostro Gruppo merceologico “Tessile e Abbigliamento”; componente del Consiglio di presidenza di Smi – Sistema Moda Italia; componente del Board di Euratex, la Confederazione europea che rappresenta l’industria dell’abbigliamento e del tessile a livello continentale e in sede Ue. La grande competenza acquisita sulla sostenibilità e sul presidio delle normative internazionali è ciò che serve a Confindustria in questo importante momento di passaggio nel riposizionamento delle nostre filiere nel mondo». Anche dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso arrivano «congratulazioni e auguri di buon lavoro. Un riconoscimento significativo e meritato che rafforzerà ulteriormente, grazie ad una personalità saldamente ancorata al territorio di Varese, reduce dall’esperienza alla Inticom spa di Gallarate, la capacità di perseguire le politiche di sviluppo economico di questa provincia». Quel voto che conta Barbara Cimmino, con Roberto Grassi e Marino Vago, ha anche composto il trittico di voti varesini di peso alla nomina del nuovo presidente nazionale: e ora un’altra prova di forza del territorio, che rappresenta oltre mille aziende per più di 60mila addetti. Nessuna dichiarazione dalla diretta interessata, che però si è appena raccontata in una lunga intervista al nostro caporedattore Rosi Brandi: l’arrivo da Napoli a 31 anni, i figli, le sfide («con la famiglia maschilista si hanno più stimoli»), la battaglia sui servizi per aiutare l’occupazione femminile, l’impegno sul green non di facciata, l’invito a studiare sempre. E chissà se questa ultima nomina potrà essere il lancio per la scalata alla vetta più alta, sulle orme di Emma Marcegaglia, signora d’acciaio, l’unica finora ad aver scalzato giacche e cravatte alla guida della prima associa