«Chiudere i valichi di notte»Lega dei Ticinesi all’attacco

La Prealpina - 10/07/2017

La Lega dei Ticinesi spinge per chiudere tutti i valichi secondari di notte. La rapina a amano armata, con un bandito che brandiva un coltello, avvenuta sabato scorso al distributore di carburante di Ponte Cremenaga, a 100 metri dal valico, ha fatto nuovamente tornare il tema della sicurezza alle piccole dogane di attualità, almeno nell’agenda della Lega dei Ticinesi che ieri ha chiesto la chiusura notturna di tutti gli accessi.

Del malvivente non si sa ancora nulla, proseguono le ricerche ma, il fatto che si sia allontanato a piedi, ricorda alle autorità ticinesi altri colpi lungo la fascia di frontiera. In realtà, come ampiamente detto, la misura dei valichi minori chiusi dopo le 23 non risolve questo specifico problema perché l’atto criminale è quasi sempre compiuto nel tardo pomeriggio, a valichi aperti. Non sono della stessa idea proprio quelli della Lega dei Ticinesi che tramite il postulato della loro consigliera nazionale a Berna ha ottenuto “la serrata notturna” anche di Cremenaga, che tanto ha fatto infuriare i sindaci da questa parte della frontiera.

Lorenzo Quadri, l’altro deputato a Berna per i leghisti, ieri dalle colonne del settimanale del partito “Il Mattino della Domenica” ha chiesto, visto il successo dell’operazione, che siano chiusi tutti. Timore paventato pubblicamente qualche settimana fa dal sindaco di Luino Andrea Pellicini, che ha pure scritto una lettera al ministro dell’Interno Marco Minniti.

Quadri nel suo articolo cita le parole del comandante delle Guardie di confine, Mauro Antonini, ottimista sulla misura presa. «Come da copione – scrive Quadri – gli strepiti dei politicanti d’Oltreramina contro la Svizzera e contro il Ticino servivano solo ad ottenere la febbrilmente bramata visibilità mediatica. A mettere fuori il faccione in tv spacciandosi per paladini dei frontalieri. I quali però con la misura in questione non c’entrano un tubo. Ed infatti, passata la festa, gabbato lo santo: adesso che la chiusura dei tre valichi secondari è operativa e funziona, e quindi non ha più senso cavalcarla, al di là del confine tutto è tornato tranquillo». Da qui arriva l’invito alla politica ticinese a non mollare la presa sul tema, avendo pure l’avallo di Berna.

«È quindi evidente – conclude il suo intervento il deputato ticinese – che la misura in questione deve essere resa definitiva ed estesa a tutti i valichi secondari con la Penisola. Questo infatti ha stabilito il parlamento federale approvando la mozione della consigliera nazionale leghista Roberta Pantani. E che nessuno si sogni di calare le braghe davanti agli immancabili strilli italici che torneranno a sollevarsi davanti all’applicazione integrale di quanto deciso dalle Camere federali».