Chiude Linate, soldi in brughiera

Chiusura di Linate, 15 milioni di investimenti a Malpensa per reggere l’urto: in brughiera arriveranno 100mila passeggeri in più al giorno. Lo ha svelato ieri nel corso della commissione consiliare sulle società partecipate a Palazzo Marino, in Comune a Milano, il neo-amministratore delegato di Sea Armando Brunini, intervenuto in audizione insieme alla presidente Michaela Castelli.

«Saranno mesi difficili» per Malpensa, ha ammesso Brunini, che prima di assumere il nuovo incarico era Ad della società di gestione dell’aeroporto di Napoli ma anche vicepresidente di Sea sotto Pietro Modiano. I tre mesi di serrata del city airport di Linate, tra il 27 luglio e il 26 ottobre di quest’anno, comporteranno per Malpensa un incremento del 30-40% del numero di passeggeri, vale a dire più di mezzo milione di passeggeri in più alla settimana, quasi 100mila ogni giorno. Numeri che fanno rabbrividire, se pensiamo che stanno a significare che in quei tre mesi lo scalo dovrà funzionare come se in brughiera transitassero ogni anno già più dei 32 milioni di passeggeri che nei piani Sea dovrebbero arrivare non prima del 2030. Per reggere l’urto di quella che lo stesso Brunini ha definito «un’ondata di passeggeri», Sea ha programmato investimenti per 15 milioni di euro circa su Malpensa (in aggiunta ai 70 milioni per il restyling di Linate), uno sforzo «necessario», secondo l’Ad, per adeguare le infrastrutture e i sistemi operativi all’aumento del traffico.
Il trasferimento dei voli da Linate a Malpensa comporterà infatti, tra le altre cose, lo spostamento di circa 400 dipendenti, il potenziamento del Malpensa Express e il miglioramento della segnaletica nelle stazioni della metropolitana a Milano, mentre è in fase di studio anche la possibilità di avviare o potenziare servizi di taxi collettivo e di car sharing per collegare Milano a Malpensa in modo più efficace. Chissà se basterà per evitare il sovraffollamento della superstrada 336 e dei parcheggi in brughiera.