Chi salverà l’Europa?«I popoli e le regioni»

Varese per due giorni, ieri e oggi, al centro dell’Europa. Le Ville Ponti, sul colle di Biumo, il “parlamentino” delle assemblee regionali. Oltre cento i rappresentanti istituzionali dei vari paesi europei. E una presa di posizione, condivisa ieri in un documento da ratificare oggi, che chiede di rafforzare il ruolo delle regioni all’interno dell’Unione europea. Parte da Varese, dunque, un nuovo corso per riportare fiducia e collaborazione nel vecchio continente, tra le sue massime istituzioni e i territori. Utopia? Si direbbe di no. In mattinata, ieri, il presidente del Consiglio regionale,Raffaele Cattaneo, in qualità di presidente (uscente) della Calre (Conferenza delle assemblee legislative regionali) e il quasi omologo Markku Markkula, presidente del Comitato delle Regioni (organismo diverso dalla Carle) avevano incontrato i rappresentanti del territorio varesino, recependo da loro la richiesta di accorciare le distanze tra le decisioni prese a Bruxelles e Strasburgo e le esigenze delle regioni d’Europa. Riunione quindi tecnica, all’ora di pranzo, per definire i testi di documenti e risoluzioni da portare in approvazione, e nel primo pomeriggio l’apertura ufficiale dell’assemblea plenaria della Conferenza delle assemblee legislative europee. Il salone, al secondo piano del centro congressi di Ville Ponti, si è affollato di autorità: sul tavolo le bandierine dei paesi d’origine. Una scena insomma vista tante volte nei servizi televisivi sulle riunioni a Bruxelles. Cattaneo, che da oggi cessa il suo incarico biennale (trattative in corso anche in serata per un accordo sul successore), non ha risparmiato critiche all’Europa impastata di burocrazia. «Più della metà degli italiani la giudica incapace di produrre risultati positive – ha detto il presidente della Calre prima del saluto ufficiale di apertura -. L’Europa è in crisi, non c’è dubbio. Tutti gli indicatori dicono che la sfiducia nei confronti dell’Ue è crescente». E allora la domanda: trend irreversibile? No? E chi salverà l’Europa? «Le Regioni se avranno la forza e la capacità di svolgere un ruolo politico fondamentale». Cattaneo ha quindi ricordato che l’Europa è quella che ha garantito, negli ultimi settant’anni, pace e serenità: «Non può essere buttata via». Ma deve ripartire dalle origini, dal pensiero dei padri costituenti che l’avevano appunto interpretata come formazione di popoli e regioni. Dello stesso avvisto, ovviamente, il presidente Markkula: «Siamo consapevoli che deve aumentare la sinergia tra Europa e regioni».

«Bisogna lavorare – ha proseguito poi Cattaneo durante l’assemblea – per riportare al centro dell’azione europea i principi che sono stati alla base della fondazione stessa dell’Europa, il valore della dignità delle persone e dei territori. Il futuro della Calre deve avere questo orizzonte. Bruxelles deve ascoltare le voci dei parlamenti che sono il luogo della democrazia più vicino ai cittadini». E quindi, il capitolo Brexit: «Ci ha dimostrato che l’appartenenza all’Unione non è scontata e che bisogna occuparsi anche di quello che avviene non solo nelle capitali ma anche nelle grandi periferie d’Europa. A noi spetta il compito di fare proposte, di dare suggerimenti e anche di avere una visione. Oggi l’Europa la raddrizziamo infatti solo cambiando strada e riportando al centro dell’azione comunitaria i bisogni delle persone, con decisioni partecipate soprattutto con i territori». Cattaneo poi, nel tracciare il programma di lavoro del nuovo vertice Calre, ha sostenuto la necessità di intervenire sulle politiche di coesione, evitando che Bruxelles ricentralizzi il percorso di concessione dei fondi. E ha lanciato la proposta di affiancare a Commissione Europea e Parlamento Europeo una terza camera come l’attuale Comitato delle Regioni, organo attualmente solo consultivo. Più Regioni, più localismo, nella rinnovata Europa. Altrimenti si rischiano nuove… exit.