«Che c’azzecca un banchiere con gli elicotteri di Leonardo?»

La Prealpina - 28/03/2017

Già il fatto di dover parlare delle nuove nomine di Leonardo e non più di Agusta Westland – azienda simbolo di Cascina Costa e Samarate – crea un inevitabile senso di imbarazzo, rabbia e delusione tra gli amministratori locali e i cittadini. Ora poi, con la nomina di Alessandro Profumo a nuovo amministratore delegato in sostituzione di Mauro Moretti, le preoccupazioni si acuiscono. Il suo percorso professionale nel mondo delle banche e della finanza non lascia tranquilli. Insomma la classica domanda che ci si fa da queste parti – per dirla alla Di Pietro – è che c’azzecca Profumo con una industria che affonda le sue radici nella storia produttiva varesina e che si è fatta conoscere e apprezzare di livello internazionale.

Considerazioni di cui si fa legittimamente interprete anche il sindaco di Samarate Leonardo Tarantino. Spiega il primo cittadino: «Vedremo i fatti e giudicheremo solamente quelli ma resta l’impressione che sarebbe stata assolutamente più auspicabile da parte del governo la nomina non di un banchiere ma di un industriale, con al suo attivo esperienze e competenze meccaniche, elicotteristiche ed aerospaziale. Vale a dire le colonne portanti di un colosso come AgustaWestland che siamo orgogliosi di avere nel nostro territorio».

Insomma, già i tre anni di Moretti in seno a Leonardo – nonostante il quadro economico finanziario della holding e i bilanci siano migliorati – hanno creato una certa insoddisfazione sul territorio, soprattutto tra gli imprenditori delle aziende dell’indotto, che ha risentito delle scelte strategiche dell’ex dirigente. La nuova gestione degli appalti e dei fornitori ha creato qualche difficoltà sul territorio, come testimoniato anche lo scorso anno in un consiglio comunale aperto dedicato al futuro di AgustaWestland in cui tutte le parti in causa – organizzazioni sindacali, parlamentari del territorio, consiglieri regionali e comunali – temevano una ripercussione sull’indotto e sulle prospettive future. Chiude il sindaco Tarantino: «Qui abbiamo la cultura della produzione e del fare, serve una politica che maggiormente comprenda e non escluda il territorio. Monitoreremo con attenzione tutta la vicenda». Ora Profumo è chiamato a smentire con i risultati quell’aura di pessimismo che si respira sulla sua nomina.